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Per condividere online gioie, dolori e tazzine della vita in famiglia arrivano su Coffeeandnews.it le storie quotidiane e un po’ speciali delle blogger di Fattore Mamma
Un classico dolce dell’infanzia, che non si deve cuocere e che puoi preparare con i bambini. Ricco di cioccolato e di caffè, con o senza liquore
Dopo un pranzo a due un buon caffè ci sta sempre. Ecco come servirlo in modo vintage. Dopo un buon pranzo a due, il caffè rappresenta […]
Ormai sappiamo quanto Virgola ami il caffè del buongiorno, l’abbiamo vista dipingerlo e giocare con i chicchi. Ma cosa sappiamo della sua quotidianità? Forse non è solo […]
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Ed eccoci qui, vacanze finite e si ritorna alla vita di sempre! Quest’anno vacanze brevi ma intense, e Torino mi ha accolta con un agosto piuttosto […]
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[post_content] => Per condividere online gioie, dolori e tazzine della vita in famiglia arrivano su Coffeeandnews.it le storie quotidiane e un po’ speciali delle blogger di Fattore Mamma
Il web non è davvero un mondo tutto al maschile e oggi le donne, e le mamme, sono protagoniste delle conversazioni presenti sulla Rete, su blog, forum e social network. Ci si racconta, si incontrano nuovi e vecchi amici, si cercano informazioni, supporto, si condividono dubbi, domande, incertezze e piccoli momenti come quelli di un caffè con le amiche, di una ricetta ben riuscita, di una tazza fumante da stringere finali fra le mani insieme ad un buon libro. Lo fanno le mamme blogger, attivissime in Rete e veri punti di riferimento per la propria community di lettrici, e lo fanno tutte le donne e mamme che giorno dopo giorno leggono, commentano, condividono sui blog, forum e social le loro esperienze.
Nel racconto della vita, il caffè è un fil rouge perché segna ogni momento della giornata, dalla colazione prima della scuola alla pausa di relax fra un impegno e l’altro, e perché fare il caffè è un gesto d’amore, che lo si faccia per una mattina romantica a letto, nel subbuglio prima di una lunga giornata in ufficio, o per concludere un pasto cucinato con le proprie mani. Bere un espresso è un gesto veloce al bar, ma “mettere su” la caffettiera o sentirne il profumo che scappa dalla cucina per le stanze ha il sapore di casa ed è un mondo tutto da raccontare, in modo divertente o agrodolce, e che ci accomuna tutti.
Trasmettere la cultura del caffè “formato famiglia” e comunicare con le famiglie italiane, e con le mamme in quanto portavoce di queste realtà è proprio l’obiettivo del nuovo progetto 2014 di Caffè Vergnano nato in collaborazione con Fattore Mamma, il network di mamme blogger e influencer con oltre 2 milioni di utenti al mese.
Caffè Vergnano è un nome storico del caffè in Italia e mantiene ancora oggi i pregi di una realtà familiare, in cui i valori di tradizione, esperienza e dedizione sono un cardine dell’azienda e delle persone che ne fanno parte – e valori da condividere con chi ogni giorno sceglie che cosa è meglio per sé e per i propri cari. Ecco perché da quest’anno Caffè Vergnano entra in relazione diretta con le mamme, aprendo le porte del proprio magazine Coffeeandnews.it alle loro storie di “ordinaria caffeina”, ogni settimana ospitate nella sezione Fattore Mamma del blog.
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[post_content] => Un classico dolce dell’infanzia, che non si deve cuocere e che puoi preparare con i bambini. Ricco di cioccolato e di caffè, con o senza liquore
INGREDIENTI
500 g di biscotti secchi
3 caffè espressi lunghi o caffè della moka
½ bicchiere di liquore al cioccolato, o cioccolata – per chi non vuole usare alcool
2 albumi d’uovo
125 ml di mascarpone
125 ml di formaggio spalmabile
4 cucchiai di zucchero
1 cucchiaino di cannella
1 tavoletta di cioccolato fondente
30 g di burro
Questo è dolce che non richiede cottura e che piace molto ai bambini – nella versione senza liquore al cioccolato. Va conservato bene in frigorifero e consumato al massimo in 2 giorni.
Scegli una teglia rettangolare o quadrata, meglio se un po’ alta, o uno stampo da plumcake – è bello che il dolce si sviluppi in verticale con diversi strati.
Come prima cosa fai la crema al cappuccino. Monta neve gli albumi con una frusta elettrica. In una ciotola a parte mescola bene il formaggino, lo zucchero, la cannella e il mascarpone finché non si è amalgamato il tutto. Poi con un lecca pentola incorpora gli albumi montati a neve con movimenti al basso verso l’alto, per non smontarli.
Spalma uno strato crema sul fondo della teglia. Ora versa il caffè in un piatto, puccia dentro velocemente i biscotti e stendili sul fondo della teglia. Con il lecca pentola spalma ancora un po’ di crema e ripeti con un altro strato di biscotti. Fra uno strato al caffè e l’altro, imbevi i biscotti nel liquore al cioccolato o nella cioccolata, per variare il colore e prosegui.
Come ultimo strato stendi i biscotti e poi la crema e metti in frigorifero.
Ora sciogli a bagnomaria il cioccolato fondente con il burro, mescolando spesso. Quando è sciolto, lascia riposare alcuni minuti e poi versa sulla mattonella. Lascia che raffreddi una decina di minuti e poi rimetti nel frigorifero. La mattonella deve riposare per alcune ore o meglio per almeno una notte.
Prima di servire o dopo che avrai fatto le porzioni nei piattini, lascia fuori dal frigorifero cinque minuti circa.
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[post_content] => Dopo un pranzo a due un buon caffè ci sta sempre. Ecco come servirlo in modo vintage.
Dopo un buon pranzo a due, il caffè rappresenta sempre il momento più intimo del relax. Per questo motivo, e per ragioni di galateo, il caffè non andrebbe mai servito a tavola, ma offerto in un altro spazio della casa, come ad esempio il soggiorno. Io ho organizzato il mio momento caffè nella zona living: sopra ad cassetta della frutta vintage ho disposto le tazzine e la zuccheriera. Le tazzine provengono dall’Inghilterra e sono un regalo scovato in un mercatino dell’antiquariato in terra d’Albione.
In ricordo dell’estate che ormai ci stiamo lasciando alle spalle – anche se quest’anno i mesi di luglio e agosto sono sembrati un infinito autunno – ho disposto un mazzo di spighe di grano. Una piccola decorazione DIY, delle roselline in tessuto, completano il tutto per un’atmosfera vintage dal tocco familiare.
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[post_content] => Ormai sappiamo quanto Virgola ami il caffè del buongiorno, l'abbiamo vista dipingerlo e giocare con i chicchi. Ma cosa sappiamo della sua quotidianità? Forse non è solo un'abitudine, un rito. E' soprattutto il suo modo di partire del modo giusto. Seguiamola dunque nella sua giornata che comincia con un buon caffè. Non perdete i prossimi appuntamenti!
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[post_content] => Quanti di voi ogni tanto fanno colazione al bar? Perché siete fuori per lavoro o vi trovate in ospedale per gli esami di routine, o semplicemente perché come me, ogni tanto vi alzate al mattino e volete regalarvi un po’ di relax.
Cappuccino e brioche o latte macchiato o semplicemente un caffè, basta poco per regalarvi un semplice momento seduti in quella sedia. Solo avvicinarsi al bar di fiducia, sentire il profumo inebriante di caffè dal parcheggio e non vedere l’ora di assaporare la tua colazione preferita.
Insomma avete capito che adoro fare colazione al bar, ma per me la caffetteria è molto di più, è una vera e propria arte. Forse non lo sapete, ma quando avevo il mio bar, ero affascinata dal mondo della caffetteria e del “latte art”, trasformare il latte in crema di latte con pochi e semplici gesti, far roteare il polso per miscelare questa crema nel modo giusto e così far nascere dei decori grazie all’incontro del caffè e della crema di latte, fare in modo che il cliente trovi irresistibile quella preparazione senza più poterne farne a meno. Insomma sembra qualcosa di “inutile” ma credetemi non lo è, con quel piccolo momento di vero gusto, riesci a cambiare la giornata di una persona.
Quando mi è stato chiesto di realizzare dei post per Vergnano come potevo dire di no? Un tuffo nel passato con uno sguardo verso il futuro, e come potevo fare a meno di pensare a quanto sia vero il detto “impara l’arte e mettila da parte”? I miei corsi di caffetteria e la mia passione verso questo mondo possono tornarmi utili per questa esperienza J.
Forse su quest’argomento sono un po’ pignola, me lo dicono tutti, in primis mio marito che quando entriamo in un nuovo bar mi avvisa di stare zitta :D. Però che peccato vedere che ci sono tantissimi che fanno questo lavoro solo come ripiego e non sanno nemmeno la differenza tra latte macchiato e caffellatte e addirittura non conoscono le varie sfumature di prodotti di caffetteria che un buon caffè ci regala.
Che cosa ho imparato al corso di caffetteria? Queste alcune delle linee guida, e non so se, di fatto, valgono in tutta Italia, perché si sa, paese che vai usanza che trovi:
LATTE MACCHIATO: servito in bicchieri di vetro alti, con poco caffè (aggiunto dopo) o meglio ancora con caffè a parte, latte e crema di latte (senza bolle).
CAFFELLATTE: servito in bicchieri di vetro, però hanno più caffè e meno latte e in genere non ha schiuma o ne hanno poca.
CAPPUCCINO: caffè lungo, latte e crema di latte servito in una tazza di ceramica media (o bicchiere di vetro piccolo) da 150 cc circa.
MACCHIATONE: 1 caffè e poco latte con crema di latte, servito in una tazza simile a quella del cappuccino ma più piccola
CAFFÈ MACCHIATO: è un caffè con poco latte però in questo caso, può essere macchiato freddo (senza schiuma), macchiato caldo (con schiuma), macchiato caldo senza schiuma, :D insomma c’è da far venire il mal di testa.
Detto ciò, forse adesso siete più confusi di prima, ed è difficile in un solo post trattare tutti gli argomenti, ma almeno ora sapete cosa ordinare per avere quello che desiderate. E nel frattempo vi dico “stay tuned” perché al più presto tornerò con delle ricettine sfiziose a base di caffè J.
Alessandra Scollo: mamma, food & mom blogger, capostipite di una famiglia composta da 4 figli e un marito. Ha una grandissima passione per la cucina, tanto che questa è diventata il suo lavoro principale, dopo quello di madre. Mammapapera.it è il suo specchio, il posto dove si racconta, si emoziona e si diletta. Le piace comunicare le novità, le sue scoperte e quelle della famiglia, che sono sempre “buone” e “sfiziose”.
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[post_content] => La caffeina ci rende più smart. Il perché funziona quanto una droga e i grandi della musica, politica e filosofia che hanno cambiato la storia – anche forse grazie a questo.
La caffeina non rende più intelligenti, nessuno ha mai sostenuto il contrario ma aumenta la concentrazione, regala una sferzata di energia all’organismo, allontana il sonno. I suoi effetti sul cervello sono paragonabili a quelli della cocaina, in un certo qual modo, assicurano gli esperti. E se la conferma scientifica è recente, sono secoli che gli uomini più geniali del mondo ne hanno sfruttato gli effetti. Parola di grandi uomini.
GLI EFFETTI SUL CERVELLO
“La caffeina è la droga auto-somministrata più diffusa nel mondo, sappiamo ancora poco su come essa agisca sul cervello, ma sappiamo che dà soddisfazione, migliora le facoltà intellettive, le prestazioni fisiche ma che allo stesso tempo induce dipendenza” ha spiegato James Bibb, professore di psichiatria all'Università del Texas e autore di uno studio pubblicato sulla rivista Nature che spiega come la caffeina alteri la biochimica del cervello con effetti stimolanti paragonabili per tipologia a quelli della cocaina.
La caffeina è anche in grado di interferire con la formazione di adenosina, un neurotrasmettitore causa del senso di stanchezza, con il conseguente aumento dei battiti cardiaci e una migliore concentrazione. Il suo effetto sul corpo agisce anche sui muscoli con un percepibile effetto tonificante e antifatigante.
COMPOSITORI, POLITICI, FILOSOFI: COFFEE-ADDICTED
I manager che bevono un espresso via l’altro, l’immagine dello yuppie americano che trangugia caffè per tenere il ritmo della carriera, delle tazze fumanti che si susseguono sulla scrivania sommersa di lavoro non è un mito moderno e fin dal suo arrivo in Occidente uomini di scienza e di lettere hanno scoperto nel caffè un valido alleato nel lavoro e nella loro arte.
I compositori che hanno fatto la storia della musica devono qualcosa al caffè e ai suoi effetti. Di Beethoven si dice che fosse l’unica bevanda di cui non poteva fare a meno. Era anche talmente fissato sulla sua preparazione da contare esattamente, narra il biografo, 60 chicchi da usare nella giornata, e lo preparava di persona. All’epoca di Johann Sebastian Bach, nel Settecento, il caffè era considerato un vizio disdicevole ma lui al caffè dedicò persino un brano nel 1732 “La cantata del caffè”, per difendere i caffè viennesi e la loro scena culturale.
Benjamin Franklin portava una scorta dei propri chicchi durante i lunghi viaggi in nave, per paura di rimanerne senza mentre Theodore Roosvelt ne beveva un gallone al giorno. Il filosofo Søren Kierkegaard era un bevitore di caffè anomalo anche se molto affezionato. Riempiva una tazza di zucchero e ci versava sopra del caffè nero, dolcissimo. La cosa però più originale era la gamma di tazze diverse che pretendeva di scegliere ad ogni caffè: ne aveva oltre 50 e poteva motivare la ragione esistenziale del perché sceglierne ognuna. Il più grande bevitore di caffè nel mondo della filosofia però fu sicuramente Voltaire, che ne beveva dalle 40 alle 50 tazze al giorno. Il suo medico sosteneva che queste dosi lo avrebbero ucciso, invece visse fino ad ottant’anni… “Se il caffè è un veleno, è un veleno molto lento” amava ripetere.
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[post_content] => È la notizia del numero di settembre di Science: gli scienziati hanno finalmente completato la mappatura del genoma del caffè, permettendoci una conoscenza molto più approfondita di questa pianta, della caffeina, ma aprendo anche le porte all’ingegneria genetica.
Ad oggi i 60 ricercatori internazionali provenienti da Francia, Stati Uniti, Italia, Canada, Germania, Cina, Spagna, Indonesia, Brasile, Australia e India hanno individuato tutti i geni che compongono il caffè robusta, ossia di circa un terzo del consumo di caffè nel mondo. E lo studio non è concluso perché altri colleghi stanno ancora lavorando per sequenziale il genoma più elaborato dell’arabica, che contiene circa il doppio delle informazioni genetiche dell’altra varietà.
L’attenzione degli scienziati, e delle industrie del caffè, è focalizzata sull’origine del gusto del caffè ma soprattutto sul meccanismo della pianta di produzione della caffeina e sulla resistenza ad infauste condizioni climatiche e idriche o all’attacco della ruggine bruna, un parassita che colpisce attualmente circa la metà delle piante in America Centrale.
I RISVOLTI DELLA SCOPERTA
Non è difficile pensare ad una ricerca volta alla creazione di una pianta geneticamente modificata in grado di produrre caffè naturalmente decaffeinato, o iper-caffeinato, di poter modificare e migliorare le componenti organolettiche e aromatiche del chicco e soprattutto di rendere le coltivazioni resistenti agli attacchi di insetti, funghi e adatte a terreni più aridi, più facili da coltivare e più economici.
“I dati devono essere ora condivisi e utilizzati per aumentare la resistenza delle piante contro i nemici leggendari del caffè, ossia il cambiamento climatico e i parassiti” ha scritto nell’editoriale dello studio Dani Zamir dell'Istituto di Scienze Vegetali e Genetica presso l'Università di Gerusalemme. "La sfida ora è quella di tradurre questi genomi decodificati in nuovi e migliorati strumenti per la coltivazione delle piante", ha scritto Zamir. "Il pericolo per il raccolto del caffè dovrebbe fornire un incentivo per tutti i soggetti interessati ad avviare collaborazioni internazionali per la diffusione di coltivazioni più redditizie per i paesi poveri esportatori di caffè."
LA STORIA GENETICA DEL CHICCO
Il caffè non è solo una bevanda, è anche un business mondiale. "Il caffè è importante tutti i giorni per i mattinieri come lo è per l'economia globale. La conseguenza della scoperta della sequenza del genoma potrebbe essere un passo significativo verso il miglioramento del caffè", ha detto Philippe Lashermes, ricercatore presso l'Istituto francese di Ricerca per lo Sviluppo. "Osservando il genoma del caffè e i suoi geni specifici, siamo in grado di trarre alcune conclusioni su ciò che rende il caffè speciale."
"Il genoma del caffè ci aiuta a capire qualcosa di molto eccitante del caffè – e di diverso da quello che mi sveglia la mattina" ha dichiarato il co-autore dello studio Victor Albert, professore di scienze biologiche presso l'Università di Buffalo. "Guardando quali famiglie di geni sono presenti nella pianta, e il rapporto tra la struttura del genoma di caffè e di altre specie vegetali siamo stati in grado di conoscere oggi il percorso evolutivo del caffè, indipendente da altre piante ad esempio come cioccolato e tè, e la storia della caffeina stessa".
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[post_content] => Ed eccoci qui, vacanze finite e si ritorna alla vita di sempre! Quest'anno vacanze brevi ma intense, e Torino mi ha accolta con un agosto piuttosto insolito, tempo fresco, aria frizzantina e piogge improvvise, per cui meglio andare a lavoro vestendosi a strati, o "a cipolla" come direbbe mia madre, per non rischiare di prendere qualche malanno!
Qualche giorno fa ho deciso di trascorrere la mia pausa pranzo presso il Coffee shop Vergnano in Via Fratelli Calandra 18/20 a Torino, un corner davvero unico nel suo genere in quanto nato dalla collaborazione tra Vergnano e Tramezzino.it con lo scopo di offrire una completa gamma di prodotti! Qui, infatti, potete trovare tutto ciò che desiderate per una pausa a qualsiasi ora: nella parte in fondo al locale troverete un vasto assortimento di tramezzini buonissimi e poi potrete concludere il vostro break con un ottimo caffè Vergnano accompagnato da un bel cucchiaino di panna fresca montata sul momento. Che dire, meglio di così...
Visto il tempo birichino, per il mio outfit "da ufficio" ho optato per i miei amatissimi jeans Kokka che avete già visto nel mio post ad Alassio: li adoro! Sono comodi, vestono bene, ideali per qualsiasi stagione e di un lavaggio perfetto per ogni occasione.
Li ho abbinati, poi, ad una blusa rosa geranio leggermente asimettrica e traforata che ho comprata qualche tempo fa online e che mi piace tantissimo!
Ho completato il look con delle ballerine sul dorato acquistate lo scorso anno in un negozio in Via Madama Cristina. Se lavorate in zona o durante i vostri giri di shopping cercate una pausa alternativa, vi consiglio davvero questo locale che, anche grazie alla gentilezza del titolare, di certo non vi lascerà delusi! Al prossimo post!
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[post_content] => Il connubio gioielli e caffè non è certo nuovo. Pensiamo alla favolosa Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany: nella scena che ha dato il titolo al film la giovane attrice, elegantissima ma con un biccherone di caffè da fast food, si recava di buon mattino a godersi la propria brioche lustrandosi gli occhi a suon di brillanti.
Partendo dalla Quinta, tanta strada ha fatto lo sposalizio tra il potente liquido dall’aroma che riporta alla memoria i ricordi più cari e la passione tutta femminile per i gioielli, fino ad arrivare all strade virtuali del web e degli ecommerce. Online, magari su siti che presentano creazioni “fatte a mano”, è infatti possibile trovare tantissimi pezzi dedicati al buongiorno e alla tazzina.
Il tema del caffè è stato sviluppato negli anni non solo da artigiani orafi, ma anche da giovani creativi che danno libero sfogo alla propria fantasia creando bijoux multicolore, usando anche materiali di riciclo come cialde di caffè usate.
Andando dal gioiello più semplice al più ardito, è possibile indossare un semplice chicco di caffè al posto di un orecchino, di un solitario o persino di un paio di gemelli per lui. Alcuni chicchi sono così realistici da sembrare apparsi magicamente sui lobi di prima mattina, quasi fossero il risultato di un sogno o il primo desiderio mattutino, o da essere caduti sul polsino per sbaglio, suscitando stupore e divertimento.
Altre volte i singoli chicchi si uniscono per formare bracciali o collane più ricchi, sempre però dall’impronta molto naturale, mentre in ambito ciondoli ci si sbizzarrisce con ogni riferiento all’immaginario del caffè, con materiali che vanno dalla plastica alla resina. Frasi, slogan, caffettiere, tazzine, bicchieri… ce n’è per tutti i gusti e per ogni tasca, l’importante è poter indossare un simbolo che richiami la propria passione, forse nella speranza che indossare un riferimento stimolante possa trasferire un po’ di energia in più.
Molto divertenti e amati dai foodie sono infine gli anelli che permettono di indossare una vera e propria colazione: mettendo al dito o alle orecchie fette di torta e tazzine di caffè in miniatura, ci si concede una pausa dolce ogni volta che lo sguardo si sofferma sul proprio dito. Dite la verità, quante volte al giorno guardereste queste tazzine mignon?
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[post_content] => Per condividere online gioie, dolori e tazzine della vita in famiglia arrivano su Coffeeandnews.it le storie quotidiane e un po’ speciali delle blogger di Fattore Mamma
Il web non è davvero un mondo tutto al maschile e oggi le donne, e le mamme, sono protagoniste delle conversazioni presenti sulla Rete, su blog, forum e social network. Ci si racconta, si incontrano nuovi e vecchi amici, si cercano informazioni, supporto, si condividono dubbi, domande, incertezze e piccoli momenti come quelli di un caffè con le amiche, di una ricetta ben riuscita, di una tazza fumante da stringere finali fra le mani insieme ad un buon libro. Lo fanno le mamme blogger, attivissime in Rete e veri punti di riferimento per la propria community di lettrici, e lo fanno tutte le donne e mamme che giorno dopo giorno leggono, commentano, condividono sui blog, forum e social le loro esperienze.
Nel racconto della vita, il caffè è un fil rouge perché segna ogni momento della giornata, dalla colazione prima della scuola alla pausa di relax fra un impegno e l’altro, e perché fare il caffè è un gesto d’amore, che lo si faccia per una mattina romantica a letto, nel subbuglio prima di una lunga giornata in ufficio, o per concludere un pasto cucinato con le proprie mani. Bere un espresso è un gesto veloce al bar, ma “mettere su” la caffettiera o sentirne il profumo che scappa dalla cucina per le stanze ha il sapore di casa ed è un mondo tutto da raccontare, in modo divertente o agrodolce, e che ci accomuna tutti.
Trasmettere la cultura del caffè “formato famiglia” e comunicare con le famiglie italiane, e con le mamme in quanto portavoce di queste realtà è proprio l’obiettivo del nuovo progetto 2014 di Caffè Vergnano nato in collaborazione con Fattore Mamma, il network di mamme blogger e influencer con oltre 2 milioni di utenti al mese.
Caffè Vergnano è un nome storico del caffè in Italia e mantiene ancora oggi i pregi di una realtà familiare, in cui i valori di tradizione, esperienza e dedizione sono un cardine dell’azienda e delle persone che ne fanno parte – e valori da condividere con chi ogni giorno sceglie che cosa è meglio per sé e per i propri cari. Ecco perché da quest’anno Caffè Vergnano entra in relazione diretta con le mamme, aprendo le porte del proprio magazine Coffeeandnews.it alle loro storie di “ordinaria caffeina”, ogni settimana ospitate nella sezione Fattore Mamma del blog.
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