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Con l’arrivo dell’estate si avvicinano le vacanze e molti di noi decidono di trascorrere le ferie all’estero, magari alla scoperta di spiagge esotiche o per un tour culturale in qualche capitale europea. Si sa, spesso quando si viaggia per lavoro o per piacere, è frequente sentire nostri connazionali lamentarsi della cucina locale, ma probabilmente ciò che manca di più quando si varca la frontiera è il caffè, o meglio l’autentico espresso italiano.
È proprio l’espresso, infatti, ad essere diventato il sinonimo del caffè italiano, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo. Una preparazione che consiste nel pressare la polvere del caffè facendo in modo che dall’incontro con l’acqua bollente si crei una bevanda dal sapore e dell’aroma inconfondibile.
Vediamo, quindi, quali sono le caratteristiche di un autentico espresso italiano e come fare ad ordinarlo all’estero, senza evitare equivoci.
Le caratteristiche dell’espresso italiano
L’autentico espresso italiano si contraddistingue per il suo sapore equilibrato: il caffè che potete assaporare al bar potrà essere più o meno acido o più o meno dolce, ma nel complesso deve avere un sapore equilibrato, evitando picchi di gusto in una direzione o nell’altra. Una caratteristica che, per i più, è indispensabile è la consistenza della crema che deve ricoprire interamente il caffè e resistere nella tazzina per almeno 1 minuto o 1 minuto e mezzo.
Per quanto riguarda la quantità di caffè da utilizzare, Il disciplinare italiano prevede 7 grammi di caffè macinato, anche se all’estero i baristi ne utilizzano anche il doppio o il triplo.
Come ordinare un espresso all’estero: istruzioni per l’uso
Ora che abbiamo visto quali sono le caratteristiche di un autentico espresso italiano, non ci resta che scoprire come ordinarlo all’estero, avvicinandosi il più possibile al gusto a cui siamo abituati (anche se ammettiamolo, è davvero difficile)!
Il caffè espresso in Inghilterra
Siete atterrati da poco all’aeroporto e non vedete l’ora di bervi un buon espresso per cominciare al meglio il vostro soggiorno nel Regno Unito? Niente paura, ricordatevi che ordinare un espresso in Inghilterra è più semplice di quanto si pensi, basterà infatti dimenticarsi del termine italiano “caffè” e anziché ordinare un “Coffee” chiedere direttamente un “Espresso”. Potrete poi decidere se optare per la variante “Single” (un semplice espresso) o “Double” (un doppio espresso), con l’aggiunta di un terza variazione possibile, ovvero il “Double, but short” ovvero il doppio espresso, ma ristretto.
Come ordinare un espresso in Francia
Se hai pianificato un viaggio romantico a Parigi o un tour itinerante in Costa Azzurra, ricordati che il caffè espresso come lo conosciamo in Italia non è così semplice da trovare o quantomeno bisogna stare attenti alle alternative che si trovano in Francia. Qui, infatti, questa bevanda viene consumata generalmente al tavolo e non al bancone, ma cosa ancora più importante, tra café au lait (caffè con aggiunta di latte), renversé (caffelatte in cui la quantità di latte è doppia rispetto a quella di caffè) e café crème (caffè con panna liquida), l’ordinazione fa davvero la differenza. Per avere qualcosa che si avvicini il più possibile a un espresso dovrai ordinare un cafè serrè (ovvero ristretto).
L’espresso italiano in Germania
Se entri in una caffetteria tedesca e chiedi “eine Kaffe” senza specificare nient’altro, è molto probabile che ti vedrai servito un Cafè Creme, un caffè lungo realizzato con un’apposita macchina per espresso con doppio portafiltro.
In Germania il caffè si sorseggia a lungo, magari accompagnato da una dolce fetta di torta in compagnia degli amici. Se però avete nostalgia dell’espresso italiano, potete sempre provare ad ordinare un cafè, pronunciando l’accento sulla “e finale”, dal momento che il caffè tedesco (Kaffe) si pronuncia con l’accento sulla “a”.
Come ordinare un espresso in Spagna
Se avete in programma un soggiorno in qualche bella spiaggia della Spagna, anche qui dovete fare attenzione perché le tipologie di caffè presenti sono davvero tante!
Se desiderate un caffè espresso italiano potete provare a chiedere un Café Cortido (state attenti però a non confondervi con il Café Cortado, che corrisponde al nostro “macchiato”) o in alternativa potete un Café Solo, un cafè nero ristretto.
L’ espresso italiano in Portogallo
Il Portogallo, con le sue spiagge e calette non ancora prese d’assalto dai turisti, è una delle mete più amate per chi desidera concedersi una pausa di relax lontano dal caos cittadino, senza rinunciare alla cultura. Se durante la vostra vacanza vi venisse voglia di un espresso italiano, qui potete semplicemente ordinare un “Expresso”, con diverse varianti: “Un’italiana”, se lo desiderate ristretto, “Cheio” per avere una versione più lunga e “Duplo” per avere due espressi nella stessa tazza.
Come ordinare un espresso negli Stati Uniti
Se hai deciso di trascorrere le tue vacanze fuori dall’Europa per concederti un bel tour negli Stati Uniti, saprai certamente che qui il caffè per eccellenza è per l’appunto l’americano. Lungo e rigorosamente bollente, va sorseggiato comodamente seduti su una poltrona o dentro al classico bicchiere take away. Se però non riuscite proprio a togliervi l’espresso italiano dalla testa, basterà ordinare un “espresso” anziché un semplice “coffee”. Se siete a New York, per esempio, ricordatevi che ci sono numerose pizzerie e ristoranti italiani che offrono la possibilità di bere un caffè espresso nel corso della giornata.
Ora che avete a disposizione una piccola guida su come ordinare il caffè espresso all’estero, non rimane che augurarvi buon viaggio!
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Quanti significati può assumere una sosta al bar, con un buon espresso o un cappuccino cremoso? Noi italiani lo sappiamo bene: una pausa al bar può essere un momento per rifocillarsi, il modo per iniziare la giornata con il piede giusto oppure un’occasione per sedersi ad un tavolino con una persona cara e passare del tempo insieme.
In Italia amiamo frequentare bar, caffetterie e pasticcerie, come dimostrano i dati Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) relativi al 2018; vediamo insieme cosa emerge dal Rapporto Ristorazione, per scoprire meglio le abitudini di consumo nel nostro Paese.
Bar in Italia: un po’ di numeri
Il bar è un luogo amato soprattutto per la colazione: il 65,7% del campione intervistato ama fare colazione fuori, in particolare il 14,5% si concede una sosta mattutina al bar 3 o 4 volte a settimana, e l’11,2% tutti i giorni.
Chi, invece, sceglie il bar per la pausa pranzo è il 39%, dato che supera – seppur di poco – il 36% che preferisce ristoranti e trattorie.
Approfondiamo ora lo situazione dei bar in Italia, per comprendere meglio come è strutturato questo settore così importante per il nostro Paese.
Bar in Italia, quanti sono?
Tra le imprese che si occupano di ristorazione, il settore bar è il più forte: nel 2018 in Italia si sono contate quasi 150 mila attività commerciali iscritte ai registri come “bar e altri esercizi simili senza cucina”, di cui i due terzi si concentrano in sole sei regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Campania.
Bisogna però tenere presente che, a fronte di un numero complessivo di bar molto elevato il saldo degli esercizi che hanno abbassato la saracinesca è purtroppo negativo: se 6.335 imprese hanno avviato una nuova attività, 12.000 l’hanno cessata, con una forbice di 5.644 unità (dati Fipe 2017).
Quanto fatturano i bar in Italia?
Il fatturato medio dei bar italiani è di 465 mila euro all’anno: il risultato netto però – ovvero la differenza fra il totale dei ricavi e il totale dei costi – è lo 0,3% di questa cifra.
Per comprendere meglio questo dato è opportuno considerare quanto spendiamo noi Italiani al bar, ben consapevoli del fatto che, a fronte di una forte cultura del bar come luogo di ritrovo e ristorazione, gli scontrini sono tendenzialmente da pochi euro.
Quanto spendono gli italiani al bar?
La spesa media per la colazione è di 2,50 euro, scontrino che può indicare – tendenzialmente – una colazione fatta con caffè e cornetto. Solo l’1,9% spende meno di un euro, e tra questi la maggioranza sono i cosiddetti heavy consumer, ovvero coloro che fanno colazione fuori tutti i giorni consumando, però, solo un caffè.
Dato interessante da considerare è che i giovani tra i 25 e i 34 anni sono la fascia di età che spende di più per fare colazione fuori: il 22,5% spende infatti più di 3 euro.
Cosa ordiniamo più spesso al bar: alla scoperta delle abitudini degli italiani
“Caffè e cornetto, per favore”: questo stereotipo trova effettivo riscontro nei dati Fipe a nostra disposizione.
I cibi più ordinati per la prima colazione, infatti, risultano essere:
- snack e cibi dolci 73,6%
- caffè 56,6%
- latte e cappuccino 46,5%
A pranzo, invece, il 36% degli intervistati sceglie un panino, il 14,9% ordina l’antipasto, il 54,7% un primo piatto, il 38,7% un secondo, il 38,5% un contorno e solo il 9,6% un dolce o gelato.
Italiani, una cosa è certa: siamo conosciuti in tutto il mondo per la nostra convivialità, con un cornetto in una mano, un caffè nell’altra e seduti a tavola con i nostri cari. Noi Italiani stiamo bene così … e le statistiche lo confermano!
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Realizzare un dehor per bar: la burocrazia
Il primo step da compiere prima di progettare il dehor per il vostro bar sono gli adempimenti burocratici. E' infatti fondamentale conoscere le normative da rispettare per la sua realizzazione, al fine di evitare di incorrere in multe salate. Per quanto riguarda questo tema, è bene sapere che non esiste una regolamentazione nazionale e che bisogna fare riferimento alle disposizioni fornite dal singolo comune di residenza, le cui prescrizioni possono riguardare anche i colori per le coperture e i materiali da adottare. Per essere pienamente in regola e lavorare sereni, quindi, vi suggeriamo di informarvi attentamente; una volta risolto questo passaggio obbligato, potrete dedicarvi con tranquillità all’organizzazione del vostro spazio all’aperto!
Pavimento, recinzione, copertura… il dehor comincia a prendere forma
Eccoci finalmente pronti per progettare minuziosamente il dehor del bar. Un aspetto molto importante nella predisposizione di quest’area è la pavimentazione: per uno spazio esteticamente più bello e maggiormente funzionale, perché non optare per una pedana dedicata sulla quale posizionare tavoli e sedute? Questa soluzione, particolarmente indicata per i locali che si affacciano sulla strada, consente di avere un maggiore isolamento termico e un pavimento livellato. Per quanto riguarda la delimitazione di questo spazio, si possono utilizzare elementi come ringhiere, fioriere o paraventi per dehor; diverse le opzioni anche per la copertura: si può parlare di gazebo, pergolati, ombrelloni… tutte soluzioni capaci di fornire il giusto comfort e benessere alla clientela.
Un tocco di stile con le piante e i giusti elementi di arredo
Il terzo aspetto da non trascurare sono gli arredi, uno dei principali protagonisti del dehor. Oltre a scegliere mobili per uso esterno, in grado quindi di resistere ad acqua, umidità e luce del sole, vi suggeriamo di concentrarvi su elementi di alto valore estetico, in linea con lo stile del vostro bar e con il target a cui vi rivolgete, in modo da valorizzare al meglio questo spazio. Se il locale, ad esempio, è in stile shabby chic, tinte chiare e componenti in legno potrebbero fare al caso vostro; per un tocco più romantico e raffinato, invece, potreste optare per delle graziose sedie in ferro battuto… La scelta è veramente ampia, bastano solo un po’ di inventiva e di fantasia per realizzare un angolo da fare invidia alla concorrenza!
Se il locale è particolarmente frequentato da famiglie, come ad esempio una gelateria, potrebbe essere utile prevedere uno spazio per i bambini con seggiole e tavoli su misura. Inoltre, non dimenticate la praticità: la resa estetica degli arredi è importante, ma è anche consigliabile orientarsi verso mobili facili da pulire e da riporre a fine giornata. Infine, per creare un clima rilassante e rinfrescante, perché non inserire delle piante nel dehor del vostro bar? Anche qui le opzioni non mancano: cespugli, piante rampicanti, mazzi di fiori, piantine in vaso, le già citate fioriere per delimitare l’area… e chi più ne ha più ne metta!
L’atmosfera perfetta con l’illuminazione e la musica adatte
Per l’utilizzo serale, sarà necessario dotare il dehor della giusta illuminazione. Un’atmosfera soft può essere realizzata con delle piantane da esterno, delle luci soffuse, delle candele o delle lanterne; queste ultime, in particolare, possono essere disposte direttamente al centro dei tavoli creando un ambiente intimo e caldo. Sono tanti gli aspetti che in un locale contribuiscono a far sentire i clienti a proprio agio. La luce ricopre un ruolo estremamente importante, ma altrettanto decisive sono le scelte musicali che faremo: per questo, anche se non riguardano l’arredamento e l’organizzazione dello spazio in senso stretto, abbiamo deciso di includerle fra i principali elementi da valutare. Anche in questo caso, suggeriamo di prendere in considerazione il target a cui vi rivolgete per individuare la musica più adatta alla vostra clientela, senza dimenticare naturalmente gli adempimenti da rispettare per la sua diffusione.
Il giusto clima in estate e in inverno
Un’area di ristoro esterna è l’ideale durante la primavera e l’estate, ma può essere sfruttata anche nelle altre stagioni, se si dispone dell’attrezzatura adeguata. Durante i mesi più caldi, può essere utile dotarsi di ventilatori a nebulizzazione che consentono di offrire comfort e refrigerio, permettendo ai vostri clienti di combattere meglio l’afa estiva mentre sorseggiano un espresso o un fresco Cold Brew. Complici anche gli inverni sempre più miti, però, non è raro che il dehor diventi uno spazio permanente, sfruttato quindi tutto l’anno.
Ecco allora che vengono in nostro soccorso elementi riscaldanti come i funghi o le lampade a infrarossi, studiati appositamente per rendere più caldo e confortevole questo angolo esterno, anche quando l’estate comincia ad essere un vecchio ricordo. Infine, un’altra idea interessante può essere dotare divanetti e poltrone di calde e morbide coperte: un’attenzione in più per i vostri clienti che si sentiranno coccolati proprio come a casa.
Cosa ne pensate dei nostri suggerimenti per allestire un dehor per bar? Disponete già di questo spazio nel vostro locale o ne state progettando uno?
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Capsule e cialde: prodotti differenti che richiedono un diverso smaltimento
Le capsule del caffè sono state protagoniste di un vero e proprio boom negli ultimi anni, sia a livello nazionale che mondiale. Per quanto riguarda l’Italia, in particolare, si stima che tra il 2011 e il 2014 sia quasi raddoppiato il numero delle famiglie che le utilizzano, passando da 1,5 a 2,6 milioni. Una questione che spesso genera confusione è la distinzione tracapsule e cialde: si tratta della stessa cosa? Questi termini, talvolta usati come sinonimi, si riferiscono in realtà a prodotti diversi per forma e materiali: le cialde sono costituite da due fogli di carta filtro, all’interno dei quali è pressato il caffè; le capsule, invece, si presentano sotto forma di un contenitore rigido di forma cilindrica, generalmente realizzato in plastica o in alluminio. Come vedremo, le due tipologie subiscono uno smaltimento differente, non avendo la stessa composizione.
Lo smaltimento delle capsule del caffè: un serio problema per l’ambiente
La grande diffusione che stanno avendo le capsule del caffè ci pone davanti a un problema di rilievo: la mole di rifiuti che deriva dal loro consumo. La criticità nasce dal fatto che le capsule sono dei bicomponenti, ovvero sono costituite da materiali diversi non facilmente separabili l’uno dall’altro. Se gettate intere, le capsule esauste andrebbero di norma nell’indifferenziato, finendo quindi nelle discariche e negli inceneritori con un impatto ambientale notevole. Abbiamo specificato “intere”, perché in realtà un modo per riciclarle ci sarebbe, ma per farlo in modo corretto è necessario un impegno maggiore da parte del consumatore, che dovrebbe separare manualmente tutti i componenti e gettarli negli appositi contenitori per la raccolta differenziata.
Vediamo allora alcuni suggerimenti per uno smaltimento più ecologico delle capsule attraverso la raccolta differenziata, ricordando di verificare sempre le disposizioni del comune di residenza e di controllare con attenzione il materiale di cui sono composte.
Capsule del caffè e raccolta differenziata
Smaltire le capsule attraverso la raccolta differenziata è possibile, ma è necessario compiere alcuni passaggi per separare i vari materiali con cui sono realizzate.
- Le capsule in plastica sono generalmente composte da un involucro in plastica, una linguetta in alluminio e i residui di caffè. Se volete evitare di gettarle intere nell’indifferenziata, abbracciando un comportamento più favorevole all’ambiente, consigliamo di togliere la linguetta in alluminio e di buttarla nel contenitore dedicato; a questo punto, non vi resta che sciacquare la confezione in plastica dai resti del caffè e riporla nel bidone specifico.
- Le capsule in alluminio, se realizzate al 100% con questo materiale, si possono pulire dal caffè rimasto e gettare nel contenitore apposito, oppure si possono portare nei centri di raccolta. A questo proposito, esistono realtà del settore che da tempo, a fini di riciclo, hanno messo a punto un sistema di recupero delle capsule prodotte.
- Discorso diverso per le cialde che, come quelle di Caffè Vergnano, salvo differenti indicazioni sulla confezione, andrebbero gettate nell’umido, esattamente come i fondi di caffè e le bustine di tè.
Riciclo creativo: un’idea originale per lo smaltimento delle capsule di caffè
Se invece siete fantasiosi e volete cimentarvi in soluzioni creative, potreste considerare l’idea di utilizzare le capsule esauste del caffè, in particolare quelle in alluminio, per dare vita a realizzazioni home made comebijoux, borse, elementi di arredo, segnaposto, orologi… e chi più ne ha più ne metta. Grazie alla loro malleabilità, infatti, le capsule si prestano molto bene alle lavorazioni manuali, un’alternativa simpatica e ingegnosa per il riciclo e lo smaltimento di questi materiali.
Una soluzione amica dell’ambiente: le capsule compostabili
Soluzioni più sostenibili rispetto ai prodotti in plastica e in alluminio esistono: una di queste è rappresentata dalle capsule compostabili. Di cosa si tratta precisamente e che differenza c’è tra un prodotto compostabile e uno biodegradabile? Anche in questo caso, infatti, i termini sono spesso erroneamente confusi. Come spiegato in un precedente articolo, sono definiti biodegradabili i materiali organici che, grazie all’azione di agenti naturali, possono essere scomposti in sostanze più semplici come acqua, anidride carbonica o metano. Un prodotto può essere definito biodegradabile, secondo la normativa europea (EN 13432 del 2002), se riesce a decomporsi almeno per il 90% in 6 mesi; non per forza, però, un prodotto biodegradabile è anche compostabile.
I vantaggi delle capsule compostabili di Caffè Vergnano
Si considera invece compostabile, ovvero che può essere trasformato in compost, un prodotto che, oltre a essere biodegradabile, è in grado di disintegrarsi in meno di 3 mesi. Ma che cos’è precisamente il compostaggio? Si tratta di un processo biologico aerobico controllato dall’uomo, attraverso il quale i materiali organici si trasformano in compost, una miscela di sostanze umificate dall’aspetto simile al terriccio scuro e ricca di sostanze nutritive utili per la coltivazione e l’agricoltura. Le capsule compatibili compostabili, proposte ad esempio da Caffè Vergnano, rappresentano quindi una soluzione ecologica amica dell’ambiente: possono essere tranquillamente gettate nell’umido, senza dover prima separa i vari componenti o eliminare i residui di caffè, rientrando così a far parte del ciclo naturale. Niente rifiuti che impiegheranno anni ed anni a decomporsi, dunque, ma un prodotto che contribuisce alla nascita di nuova vita.
Cosa ne pensate dello smaltimento delle capsule del caffè? Eravate a conoscenza degli aspetti più inquinanti che caratterizzano questo sistema di consumo e delle alternative green oggi disponibili?
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Ci sono altre informazioni che, invece, ignoriamo: in pochi sanno che, nel mondo, 125 milioni di persone lavorano nelle piantagioni di caffè e che il 70% sono donne.
Solo in Repubblica Dominicana, il 35% di piccoli produttori di caffè è costituito da donne che, purtroppo, non ricevono un supporto economico adeguato per portare avanti la propria attività.
Women in Coffee, il progetto che sostiene ADOMUCA
Proprio per questo è nato Women in Coffee, il “sogno” di Caffè Vergnano per il 2019: un impegno concreto per sostenere progetti di donne che lavorano nelle piantagioni di caffè.
Le produttrici hanno infatti limitazioni di accesso alla proprietà fondiaria, al credito, alle trattative di mercato, alle tecnologie, e anche a sementi e acqua, a causa della forte disparità voluta da una società fortemente sessista.
Proprio per questo, Caffè Vergnano ha deciso di sostenere ADOMUCA, l’associazione no profit dominicana di donne che lavorano nelle piantagioni: in particolare, Vergnano si occuperà di finanziare la creazione di un laboratorio per la tostatura, macinatura e impacchettamento del caffè nellaValle Hondo, che sarà gestito da 20 donne.
Il progetto manda un messaggio forte e chiaro: l’equità di genere in questo settore può esistere, e per raggiungerla bisogna investire affinché sempre più donne possano lavorare autonomamente.
Le donne della Valle di Hondo: le storie di Quisqueya e Andrea
Una notte di più di trent’anni fa, in Repubblica Dominicana, una giovane madre di nome Quisqueyasveglia i suoi gemelli di appena un anno, e li porta via di casa, per allontanarsi dal marito alcolista.
Quello che non sa ancora è che quella decisione cambierà non solo la sua vita, ma anche quella di molte altre persone.
Quisqueya ha ventisette anni, è una donna volenterosa, vuole lavorare e mantenersi da sola. Va a vivere a casa dei genitori e, per due anni, assiste la madre malata e si occupa dei bambini. Poi i suoi figli crescono, e lei inizia a lavorare insieme al padre in una piantagione di caffè. È il 1991.
In Repubblica Dominicana, la condizione della donna che lavora nelle piantagioni è molto sfavorita rispetto a quella dell’uomo: è pagata molto meno, lavora in condizioni di fatica e, pur avendo un ruolo fondamentale nel sostentamento della famiglia, non le vengono riconosciuti un salario e un trattamento adeguato.
È proprio lì, nella piantagione, che Quisqueya sente parlare per la prima volta di un gruppo di donne che sta creando un’associazione per tutelare il lavoro femminile nelle piantagioni, e si mette in contatto con loro. Ed è così che, nel giro di poco tempo, è Quisqueya stessa a guidare il Centro dei Coltivatori di caffè di Hondo Valle, associazione di 1.200 membri, in maggioranza donne. Oggi ha 59 anni, è la presidentessa del Centro, continua a lavorare in piantagione e cresce i suoi quattro nipoti.
Andrea ha 64 anni e nove figli: sei femmine e tre maschi, anche lei lavora in una piantagione di caffè in Repubblica Dominicana, e appartiene al Centro di cui Quisqueya è presidente.
Andrea è figlia di produttori, ha sempre lavorato in mezzo al caffè, fin da bambina, e oggi al Centro lavora anche suo marito.
Oltre a questo, Andrea ha una piccola attività dove produce articoli per la sicurezza alimentare a km zero.
Le storie di Quisqueya e Andrea si sono intrecciate quando entrambe sono diventate attiviste nei gruppi per la tutela del lavoro femminile nelle piantagioni. Nelle prossime settimane ne scopriremo altre: storie di donne che, per tradizione o per scelta, oggi lavorano nelle piantagioni e si impegnano attivamente perché il lavoro femminile sia valorizzato economicamente e incentivato con benefici pratici per lo sviluppo dell’imprenditoria.
Grazie al loro impegno, possiamo gustare un caffè che è buono nel gusto e porta un valore buono: quello dell’equità.
Pink Collection Vergnano, per sostenere le donne nelle piantagioni di caffè
Per permettere a tutti gli amanti del caffè di sostenere il progetto, Caffè Vergnano ha creato una collezione speciale tutta al femminile, la Pink Capsule Collection: moka e tazzine rosa, confezione in lattina, una borsa in juta e un grembiule.
Una linea pensata per le donne che vogliono aiutare concretamente altre donne: una parte del ricavato sarà infatti devoluto, tramite il progetto Women in Coffee, per l’acquisto della tostatrice a Hondo Valle, dove lavorano anche Quisqueya e Andrea.
Un modo per sostenere un sogno e permettere a tante altre storie positive di essere raccontate.
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Che cos’è e come si fa il caffè shakerato
Il caffè shakerato è un grande classico delle bevande estive a base di caffè. Ma come si fa e quali sono i suoi ingredienti? Questa piacevole variante del classico espresso si basa sul mix di tre componenti: caffè, ghiaccio e zucchero. In questo caso lo zucchero non viene aggiunto alla fine, ma durante la preparazione, in quanto si tratta di un elemento fondamentale per realizzare la schiuma tipica di questo drink: una delle peculiari caratteristiche del caffè shakerato, infatti, è proprio la presenza di una soffice schiuma color nocciola che si forma dopo aver shakerato tutti gli ingredienti. Come vedremo, oltre alla versione classica esistono alcune varianti: in chiave golosa, con l’aggiunta di note dolci come vaniglia o nocciola, e in chiave alcolica, con l’aggiunta di liquore.
4 consigli per una caffè shakerato perfetto
Come anticipato, la ricetta è molto semplice e facilmente replicabile a casa. Se non avete a disposizione lo shaker, l’attrezzatura più adeguata per questa preparazione, potete usare anche strumenti alternativi, come un barattolo di vetro o un frullatore: il risultato sarà comunque garantito! Prima di proseguire con la ricetta, ecco 4 consigli per preparare un caffè shakerato perfetto:
- abbiate cura di raffreddare il bicchiere in cui servirete la bevanda e lo shaker prima della preparazione, mettendoli in freezer qualche minuto prima di realizzare il drink: ciò vi permetterà di formare una schiuma più consistente;
- l’ideale è usare dello zucchero liquido, poiché si scioglie più rapidamente in una preparazione fredda come questa; se invece impiegate dello zucchero semolato, suggeriamo di essere più veloci ed energici nello scuotere lo shaker;
- Lo sapevate che un caffè shakerato a regola d’arte andrebbe servito all’interno di una Coppa Martini? In alternativa, se non l’avete a disposizione, andrà benissimo un bicchiere modello Flute;
- la bevanda, inoltre, andrebbe consumata immediatamente dopo la preparazione, per godere al massimo del suo aroma e della sua particolare consistenza.
Come si fa il caffè shakerato: la ricetta
Veniamo ora alla ricetta del caffè shakerato e scopriamo come prepararlo sia con lo shaker che senza questo strumento. Gli ingredienti, naturalmente, rimangono gli stessi per entrambe le modalità di preparazione.
Ingredienti per 1 persona:
- 1 tazzina di caffè Vergnano
- 2 cucchiaini di zucchero di canna liquido oppure semolato
- 4 cubetti di ghiaccio
Preparare il caffè shakerato con lo shaker
Vediamo come si fa il caffè shakerato e quali sono i passaggi per realizzarlo con lo shaker:
- Mettete il bicchiere e lo shaker in freezer per qualche minuto, in modo che si raffreddino prima di iniziare la preparazione.
- Successivamente, inserite nello shaker ben raffreddato i cubetti di ghiaccio e aggiungete lo zucchero.
- Per ultimo, versate nello shaker il caffè appena preparato.
- A questo punto non vi resta che chiudere lo shaker e agitarlo vigorosamente per circa 20 secondi.
- Terminato questo passaggio, aprite lo shaker e versate il contenuto all’interno del bicchiere aiutandovi con lo strainer, accessorio simile a un colino utile a trattenere il ghiaccio. Non disponete di questo strumento? Nessun problema, potete bloccare il ghiaccio con un semplice cucchiaino.
Preparare il caffè shakerato senza shaker
Non tutti a casa possiedono uno shaker da barista: questo, però, non impedisce la realizzazione di un ottimo caffè shakerato. In alternativa, ad esempio, potrete optare per un barattolo di vetro. I passaggi saranno identici a quelli illustrati precedentemente: basterà unire tutti gli ingredienti all’interno del barattolo, seguendo lo stesso ordine descritto sopra, chiudere il tappo a vite, scuotere energicamente il contenitore per una ventina di secondi e versare il drink nel bicchiere trattenendo il ghiaccio con un cucchiaio. Procedimento semplice anche quello che prevede l’utilizzo di un frullatore: inseriti gli ingredienti nell’apposito recipiente e azionato il frullatore per la tempistica sopra indicata, in un attimo la bevanda sarà pronta per essere versata e gustata!
Il caffè shakerato: la versione alcolica
La ricetta base del caffè shakerato può essere arricchita con altri sapori e ingredienti. La bevanda, ad esempio, si sposa perfettamente con liquori come sambuca, crema di whisky e amaretto. Ma come si prepara il caffè shakerato con alcool? Per assaporare questo mix particolare, vi consigliamo semplicemente di aggiungere il liquore scelto all’interno dello shaker prima di versare il caffè.
Gli alcolici, naturalmente, non sono l’unico abbinamento possibile. Se volete regalare un tocco in più alla vostra preparazione, potete decorarla con cacao in polvere, chicchi di caffè o scaglie di cioccolato. Chi apprezza particolarmente le note dolci potrebbe inoltre gradire la combinazione con polvere dicannella, sciroppo di vaniglia o sciroppo di nocciola, ad esempio.
Che cosa ne pensate di questi accostamenti? Avete mai provato il caffè shakerato in una di queste varianti?
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Cold Brew Coffee, il trend dell’estate
Damian non ha dubbi: il must have dell’estate 2019 per tutti i coffee lover e non solo è il Cold Brew. Si tratta di un caffè estratto a freddo per più di 20 ore dall’aroma intenso e rinfrescante al gusto, privo dell’acidità che caratterizza alcune tazzine di espresso. Originario del Giappone, si è diffuso gradualmente in tutto il mondo e oggi si prepara con il “Toddy”, uno strumento inventato dallo statunitense Todd Simpson negli anni Sessanta che, a sua volta, aveva scoperto il caffè estratto a freddo in Guatemala.
“La mia ricetta – ci spiega Damian – prevede di utilizzare chicchi di monorigine etiope, una dose d’acqua e due di caffè macinato, e l’estrazione supera le 20 ore per un prodotto perfetto per tutti i palati.” Il Cold Brew Coffee si può gustare in bicchiere, ma anche alla spina, proprio come fosse una birra. In questo caso, questo drink viene addizionato di azoto e lo troviamo nei menù, direttamente dagli Stati Uniti, come Nitro Cold Brew Coffee. Oltre all’aspetto, una seconda differenza rispetto al Cold Brew “classico” è che il Nitro viene servito alla spina e consumato, la conservazione avviene soltanto in recipienti appositi.
Tonic, Mojito e gli altri cocktail a base di caffè
Il Cold Brew Coffee rappresenta uno dei trend dell’estate anche per la sua versatilità. Rappresenta, infatti, la base per preparare drink e cocktail di tutti i tipi e per tutti i gusti. Qualche esempio? Partiamo da un classico: il Tonic Cold Brew dove, oltre al caffè, troviamo sciroppo alla viola, ghiaccio e acqua tonica. Altrettanto apprezzato è il Mojito Cold Brew con rum bianco, lime, menta, zucchero bianco, sciroppo di mojito e caffè.
Un altro grande classico che possiamo trovare aromatizzato con il caffè è l’Old Fashioned che Damian Burgess consiglia di preparare con Bourbon, Vermouth rosso, sciroppo al cioccolato, bitters al cioccolato, ghiaccio e, naturalmente, caffè.
Ancor più sorprendente è il fatto che troviamo, nel menù estivo a base di Cold Brew, anche il Negroni e il Martini Cocktail. “Nel primo caso – ci spiega Damian – uso Vermouth rosso, Bitters, sciroppo alla viola e ghiaccio, mentre nel secondo Kahlua, Vodka, Sciroppo all’amarena e ghiaccio.”
Non solo alcolici
Oltre ai cocktail classici, il trainer propone anche alcune alternative analcoliche al classico espresso adatte alla stagione. C’è, naturalmente, il Cold Brew classico, preparato appunto con acqua e caffè, ma anche l’Orange Cold Brew. Damian ci spiega che lo prepara con sciroppo all’arancia, Bitters all’arancia, ghiaccio e una ciliegia al maraschino. Inoltre ci sono anche tutti i frappè, i frullati e gli smoothies per coffee lover di cui vi abbiamo già svelato le nostre ricette preferite.
Le alternative golose
Infine, non possono mancare anche le proposte golose. È il caso della Fruit Mousse Cold Brew che lega l’aroma del caffè alla texture soffice di una mousse di latte e frutta, oppure dell’Holy Cow Cold Brew, un cremoso caffè freddo con latte (vaccino, di soia oppure di riso) e sciroppo al cioccolato.
I vegani, infine, non vorranno lasciarsi scappare l’opportunità di assaggiare il Coconut Cold Brewcon latte di cocco, sciroppo al cocco e al cioccolato, ghiaccio e, naturalmente, il Cold Brew. Uno dei tanti modi per gustare l’estate, senza rinunciare all’aroma del buon caffè.
L’estate, non abbiamo dubbi, avrà il sapore del caffè. Qual è il trend che vi ispira di più? Raccontatecelo nei commenti!
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La moda è nata a Tokyo per poi espandersi in tutto il mondo: New York, Buenos Aires, Dubai, Houston, e poi Parigi, Londra, Bruxelles e Madrid. Nel 2017 ha aperto il primo Nap Bar italiano, a Nichelino in provincia di Torino, e successivamente uno a Milano.
Tutti pazzi per la pennichella: ma come funzionano i Nap Bar e perché piacciono tanto? Scopriamolo insieme.
I benefici della pennichella in un Nap Bar
Il primo Nap Bar ha aperto in Giappone, uno dei paesi con i ritmi più frenetici al mondo, per permettere ai lavoratori di ricaricare le batterie durante le lunghissime giornate in ufficio.
Numerosi studi scientifici hanno evidenziato che il riposino pomeridiano è un vero toccasana per mente e corpo.Tra questi, quelli dell’Università tedesca di Saarland e della Sleep Foundation negli USA hanno dimostrato che la pennichella diurna amplifica fino al 40% la creatività di una persona. Inoltre, dormendo un po’ a metà giornata, si riduce lo stress, cala la pressione, diminuiscono i rischi cardiovascolari e migliora il metabolismo.
Uno studio simile è stato effettuato addirittura dalla NASA: i piloti che riposavano di pomeriggio avevano prestazioni professionali migliori del 34% rispetto a quelli che non avevano questa abitudine.
Non bisogna però esagerare: è sufficiente riposare tra i venti e i quarantacinque minuti, e preferibilmente tra le 13 e le 15. Se si dorme di più, il corpo entra nella cosiddetta “inerzia del sonno” e al risveglio ci si sente intontiti.
Insomma, chi dorme di più – ma non troppo – vive e lavora meglio!
Anche grandi aziende, come Google, hanno valutato i benefici della pennichella per i propri dipendenti: nel quartier generale di Sidney ci sono apposite postazioni per rilassarsi dopo la pausa pranzo. Attenzione però: il tempo in cui si dorme in azienda viene sottratto ai giorni di vacanza!
Proprio in questo contesto sono nati i Nap Bar dove, invece che ordinare un caffè, una fetta di torta o il tè delle cinque, scegliamo dove, come e quanto riposarci.
Alla scoperta dei Nap Bar
Location particolari e arredamento di design: ma cosa trova esattamente una persona dentro un Nap Bar?
Non solo letti, ma anche postazioni di lettura e di lavoro, con lampade, copertine e poggiapiedi, scrivanie attrezzate con prese per ricaricare tablet, telefono, computer e wifi.
In alcuni Nap Bar è possibile anche ordinare qualcosa da bere e da mangiare, per esempio un buon caffè con un pasticcino per ricaricarsi al massimo al momento del risveglio.
Le tariffe variano in base al servizio scelto e al tempo di permanenza, e permettono anche di optare per paure di soli quindici minuti, per incentivare anche i riposini brevissimi.
Nap Bar: cosa c’è sul menu?
In un Nap Bar si può scegliere innanzitutto come si preferisce riposare: su un letto singolo, matrimoniale, oppure a castello, o perché no, su una poltrona, con un bel libro in mano, anche senza dormire.
Non mancano poi amache, divanetti, cuscini giganti e sdraio reclinabili e, in alcune location, spazi all’aperto, dove rilassarsi prendendo il sole o all’ombra degli alberi.
Per esempio, nel Nap Bar di Dubai troverete morbide chaise longue che sembrano dune del deserto, quello di Houston ricorda una navicella spaziale, con letti futuristici e metallizzati. Il Nap Bar di New York vi accoglie con un cielo stellato, e in quello di Madrid ci sono sia spazi comuni che piccole camere con letti di legno che ricordano tanto un campeggio glamour, con tanto di comodini e appendiabiti.
Un riposino per tutti i gusti, insomma!
Nap Bar, chi sono i clienti?
I principali clienti dei Nap Bar sono lavoratori che fanno “un salto al bar” prima di tornare in ufficio. Ma non mancano viaggiatori che hanno bisogno di una pausa, smart worker che non hanno un ufficio dove fermarsi o magari genitori assonnati che hanno passato la notte in bianco.
Il sonno è un beneficio per tutti, no?
Per una nuova cultura del sonno
La nascente moda dei Nap Bar racconta molto sui cambiamenti che stanno avvenendo, sia nella vita che sul lavoro.
Così come negli ultimi anni abbiamo assistito alla crescita di servizi come i coworking, il cohousing, il car sharing e il bike sharing, con i Nap Bar assistiamo ad un nuovo modo di concepire lo spazio privato del sonno.
Ritagliarsi un momento durante la giornata per fare un pisolino in compagnia di altre persone riduce forse l’intimità del momento, ma genera un’opportunità che non avremmo avuto. rendere ancora più produttiva e allo stesso tempo la giornata.
E voi, se aveste la fortuna di avere uno Nap Bar vicino, vi fermereste per un pisolino?
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Inoltre, forse alcuni non lo sanno, l’impiego dei fondi di caffè per concimare le piante è un'utile alternativa al concime tradizionale: un valido alleato a costo zero per chi ama prendersi cura del proprio giardino!
I fondi del caffè: perché sono un prezioso concime naturale per le piante
Fertilizzante naturale ed economico: i fondi del caffè, anziché essere gettati e sprecati come facciamo abitualmente, possono arricchire il terriccio, diventando un concime naturale prezioso per le piante.
Ma perchè il caffè può essere d'aiuto nella cura del giardino? La risposta è semplice: esso contiene numerose sostanze nutritive fondamentali per la concimazione: minerali come calcio, magnesio, azoto e potassio. Inoltre, nei fondi di caffè ci sono molte proprietà che si rivelano indispensabili, per esempio, per quelle piante che amano i terreni acidi, ma sono utili anche per concimare ortaggi e alberi da frutto, eventualmente aggiungendo cenere o calce, per avere un concime più completo.
Utilizzare i fondi del caffè nel giardinaggio: istruzioni per l’uso
Per sfruttare a pieno le loro potenzialità, è importante tenere a mente come devono essere conservati i fondi di caffè: è necessario, infatti, asciugarli e riporli in un contenitore di plastica o di vetro, in modo da evitare il più possibile la formazione di muffe.
Ora vediamo, nella pratica, come utilizzare i fondi di caffè nei nostri spazi verdi, in caso di balconi, di giardini o di orti; vi daremo, inoltre, suggerimenti specifici per la cura di fiori, ortaggi, frutti ed erbe aromatiche.
Fondi caffè per il balcone e il giardino
Se le nostre piante sono in balcone, basterà cospargere i fondi di caffè sulla terra dei vasi; se invece le vostre piante si trovano in giardino, dopo aver conservato i fondi di caffè e riempito il contenitore, potrete svuotarlo mischiandolo direttamente il caffè al terriccio delle piante. Il compost così ottenuto non acidifica il terreno, risultando leggermente alcalino; inoltre, l'azoto contenuto nei fondi di caffè aiuterà la crescita delle piante e la loro fioritura.
Con i fondi di caffè è possibile anche creare un fertilizzante liquido: basterà aggiungere due tazze di fondi di caffè in un secchio di acqua e lasciare il tutto in infusione per almeno 24 ore. Si potrà poi spargere il fertilizzante direttamente sulle piante: in questo modo avrete creato un ottimo nutrimento per le foglie, che saranno più verdi e rigogliose!
Se avete una compostiera domestica, potete aggiungere i fondi di caffè per arricchire il restante materiale di scarto, alimentando lombrichi e vermi.
Il caffè: nutrimento per fiori e piante ornamentali
Ricco di sostanze nutritive importanti per la crescita delle piante, è importante ricordare che il caffè è utilizzabile come concime e fertilizzante per le piante che necessitano di un terreno acido o leggermente acido (con PH compreso tra 4 e 6,5).
Avete presente l'intensità del colore blu di alcune ortensie? Beh, potete ottenere un bellissimo blu elettrico proprio grazie all'utilizzo dei fondi del caffè.
Ecco una lista di fiori e piante che possono essere concimati con questa materia prima naturale e a costo zero:
- azalee
- mimose
- camelie
- ortensie
- magnolie
- rododendro
- betulla
- abete
- acero
- gigli
- lillà
- calle
I fondi di caffè come concime ideale nell'orto
Se avete la fortuna di poter coltivare ortaggi e frutta nell'orto di casa vostra, allora sappiate che anche in questo caso i fondi di caffè possono venire in vostro aiuto. Oltre a risparmiare sul costo di fertilizzanti e concimi chimici, potrete utilizzare un prodotto interamente naturale.
Non tutti sanno che il caffè favorisce la crescita di carote e ravanelli: sarà necessario semplicemente aggiungere i fondi di caffè ai semi di questi ortaggi durante la fase di semina.
Ecco una lista di frutta, verdura e delle erbe aromatiche che possono essere concimate con i fondi di caffè:
- tra le erbe aromatiche: prezzemolo, basilico, aneto, pepe, aglio
- tra i frutti di bosco: mirtilli, more, lamponi
- Cavoli (cavolfiore, broccoli, etc)
- tra la frutta: mele, melone, pomodori
- tra le verdure: melanzane, cetriolo, zucca, zucchine, mais
- tra i tuberi, radici e bulbi: patate classiche, patate dolci, carote, rabarbaro, rape, ravanelli etc)
Il caffè: un pesticida e repellente naturale
Oltre ad essere un ottimo concime e fertilizzante, grazie alla sua acidità a consistenza, il caffè può essere utilizzato anche come pesticida e repellente naturale per tenere lontane lumache, formiche e vermi dai vostri spazi verdi.
Potete provare semplicemente versando una manciata di polvere di caffè direttamente attorno alla pianta, formando un cerchio. In alternativa, potete usare la stessa polvere per delimitare il confine del vostro giardino: difficilmente insetti e chiocciole riusciranno a penetrare all'interno!
Il caffè è la seconda bevanda più bevuta al mondo dopo l'acqua e ad essa appartengono proprietà benefiche importanti. Oltre ad essere una bevanda gustosa di cui sempre più si fa fatica a resistere, che sia sotto forma di capsule compatibili Nespresso o caffè in grani, è innegabile che sia ormai nella maggior parte delle case degli Italiani, offerta dopo i pasti e condivisa con amici e parenti.
Ora sappiamo che, oltre a questo, il caffè può essere una buona alternativa ai concimi e ai fertilizzanti chimici, dal momento che è totalmente naturale e quindi meno dannoso per la nostra salute e quella delle nostre piante.
Oltre al giardinaggio, il caffè si presta anche ad essere utilizzato in molti modi diversi. Se alla mattina non riuscite a resistere al profumo della moka sul fornello, vi suggeriamo 15 usi alternativi del caffè che forse ancora non conoscete.
A questo punto non resta che iniziare a conservare il fondo del prossimo espresso e...attenzione al vostro pollice verde!
Con l’arrivo dell’estate si avvicinano le vacanze e molti di noi decidono di trascorrere le ferie all’estero, magari alla scoperta di spiagge esotiche o per un tour culturale in qualche capitale europea. Si sa, spesso quando si viaggia per lavoro o per piacere, è frequente sentire nostri connazionali lamentarsi della cucina locale, ma probabilmente ciò che manca di più quando si varca la frontiera è il caffè, o meglio l’autentico espresso italiano.
È proprio l’espresso, infatti, ad essere diventato il sinonimo del caffè italiano, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo. Una preparazione che consiste nel pressare la polvere del caffè facendo in modo che dall’incontro con l’acqua bollente si crei una bevanda dal sapore e dell’aroma inconfondibile.
Vediamo, quindi, quali sono le caratteristiche di un autentico espresso italiano e come fare ad ordinarlo all’estero, senza evitare equivoci.
Le caratteristiche dell’espresso italiano
L’autentico espresso italiano si contraddistingue per il suo sapore equilibrato: il caffè che potete assaporare al bar potrà essere più o meno acido o più o meno dolce, ma nel complesso deve avere un sapore equilibrato, evitando picchi di gusto in una direzione o nell’altra. Una caratteristica che, per i più, è indispensabile è la consistenza della crema che deve ricoprire interamente il caffè e resistere nella tazzina per almeno 1 minuto o 1 minuto e mezzo.
Per quanto riguarda la quantità di caffè da utilizzare, Il disciplinare italiano prevede 7 grammi di caffè macinato, anche se all’estero i baristi ne utilizzano anche il doppio o il triplo.
Come ordinare un espresso all’estero: istruzioni per l’uso
Ora che abbiamo visto quali sono le caratteristiche di un autentico espresso italiano, non ci resta che scoprire come ordinarlo all’estero, avvicinandosi il più possibile al gusto a cui siamo abituati (anche se ammettiamolo, è davvero difficile)!
Il caffè espresso in Inghilterra
Siete atterrati da poco all’aeroporto e non vedete l’ora di bervi un buon espresso per cominciare al meglio il vostro soggiorno nel Regno Unito? Niente paura, ricordatevi che ordinare un espresso in Inghilterra è più semplice di quanto si pensi, basterà infatti dimenticarsi del termine italiano “caffè” e anziché ordinare un “Coffee” chiedere direttamente un “Espresso”. Potrete poi decidere se optare per la variante “Single” (un semplice espresso) o “Double” (un doppio espresso), con l’aggiunta di un terza variazione possibile, ovvero il “Double, but short” ovvero il doppio espresso, ma ristretto.
Come ordinare un espresso in Francia
Se hai pianificato un viaggio romantico a Parigi o un tour itinerante in Costa Azzurra, ricordati che il caffè espresso come lo conosciamo in Italia non è così semplice da trovare o quantomeno bisogna stare attenti alle alternative che si trovano in Francia. Qui, infatti, questa bevanda viene consumata generalmente al tavolo e non al bancone, ma cosa ancora più importante, tra café au lait (caffè con aggiunta di latte), renversé (caffelatte in cui la quantità di latte è doppia rispetto a quella di caffè) e café crème (caffè con panna liquida), l’ordinazione fa davvero la differenza. Per avere qualcosa che si avvicini il più possibile a un espresso dovrai ordinare un cafè serrè (ovvero ristretto).
L’espresso italiano in Germania
Se entri in una caffetteria tedesca e chiedi “eine Kaffe” senza specificare nient’altro, è molto probabile che ti vedrai servito un Cafè Creme, un caffè lungo realizzato con un’apposita macchina per espresso con doppio portafiltro.
In Germania il caffè si sorseggia a lungo, magari accompagnato da una dolce fetta di torta in compagnia degli amici. Se però avete nostalgia dell’espresso italiano, potete sempre provare ad ordinare un cafè, pronunciando l’accento sulla “e finale”, dal momento che il caffè tedesco (Kaffe) si pronuncia con l’accento sulla “a”.
Come ordinare un espresso in Spagna
Se avete in programma un soggiorno in qualche bella spiaggia della Spagna, anche qui dovete fare attenzione perché le tipologie di caffè presenti sono davvero tante!
Se desiderate un caffè espresso italiano potete provare a chiedere un Café Cortido (state attenti però a non confondervi con il Café Cortado, che corrisponde al nostro “macchiato”) o in alternativa potete un Café Solo, un cafè nero ristretto.
L’ espresso italiano in Portogallo
Il Portogallo, con le sue spiagge e calette non ancora prese d’assalto dai turisti, è una delle mete più amate per chi desidera concedersi una pausa di relax lontano dal caos cittadino, senza rinunciare alla cultura. Se durante la vostra vacanza vi venisse voglia di un espresso italiano, qui potete semplicemente ordinare un “Expresso”, con diverse varianti: “Un’italiana”, se lo desiderate ristretto, “Cheio” per avere una versione più lunga e “Duplo” per avere due espressi nella stessa tazza.
Come ordinare un espresso negli Stati Uniti
Se hai deciso di trascorrere le tue vacanze fuori dall’Europa per concederti un bel tour negli Stati Uniti, saprai certamente che qui il caffè per eccellenza è per l’appunto l’americano. Lungo e rigorosamente bollente, va sorseggiato comodamente seduti su una poltrona o dentro al classico bicchiere take away. Se però non riuscite proprio a togliervi l’espresso italiano dalla testa, basterà ordinare un “espresso” anziché un semplice “coffee”. Se siete a New York, per esempio, ricordatevi che ci sono numerose pizzerie e ristoranti italiani che offrono la possibilità di bere un caffè espresso nel corso della giornata.
Ora che avete a disposizione una piccola guida su come ordinare il caffè espresso all’estero, non rimane che augurarvi buon viaggio!
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