Ristretto, macchiato o americano. Sai ordinare il tuo caffè?

Ristretto, macchiato o americano. Sai ordinare il tuo caffè?

Ordinare un caffè può sembrare semplice, ma rivela alle persone che sono con te molto più di quello che pensi. Come tutto ciò che ruota intorno alla tavola e all’arte di mangiar bene, anche il caffè ha proprie regole di stile che danno una connotazione più o meno appropriata a chi lo ordina. E c’è un orario perfetto per ogni tipo di caffè. Ristretto, macchiato, americano e corretto – per citare i più conosciuti.


Personalmente, non credo riuscirei mai a rinunciare al mio “americano” la mattina. Devo confessare che – dopo aver passato anni a bere caffè fatti un po’ come venivano nei vari alberghi [quello della foto è un attimo di back-stage durante lo shooting del mio libro Celebrate in Venice a Venezia] ho finalmente acquisito una tecnica che mi rende in grado di descrivere come voglio il mio primo caffè della mattina: “un caffè espresso messo in una tazza da thé, servito con dell’acqua bollente a parte”. Ci aggiungo anche un pochino di latte e due cucchiaini di zucchero di canna (sì, lo so, è indulgenza pura… ma questo gesto mi fa affrontare la giornata con un sorriso).
Il ristretto – per esempio, è un caffè di connotazione maschile, perfetto dopo pranzo e dopo cena. Questa sua egemonia totale tra i vari caffè esistenti lo ha reso anche una bevanda con una connotazione piuttosto seducente, e questo lo ha fatto amare alle donne. La sua naturale concentrazione lo rende molto richiesto anche la mattina, ma resta comunque una tazzina che ha il suo fascino (a mio avviso) soprattutto dopo mezzogiorno. Allungato con un buon Cognac diventa il compagno ideale del dopo cena: il caffè corretto, anch’esso attinente alla sfera maschile del gusto, servito in poltrona quando la sera cede il passo alla notte, per alcuni è piacere allo stato puro.
È il caffè macchiato tuttavia ad esprimere il lato femminile dell’espresso. Una tazzina di caffè espresso alla quale viene aggiunta una dose di latte caldo (generalmente) che forma un po’ di schiuma e ingentilisce l’aspetto della bevanda nera. Il macchiato è il caffè della mattina e del dopo pranzo – meno chic invece ordinarlo dopo le 15.00.

Infine, il caffè americano. Questo è il caffè della prima colazione. Si dovrebbe preparare unendo in una tazza grande un caffè espresso estratto nella sua tazzina piccola, insieme ad una dose di acqua ben calda scaldata con un bollitore.
Ammiro sinceramente chi di lavoro prepara il caffè in un bar o in un ristorante, prendendo le ordinazioni, perché è tutto fuorché facile ricordarsi le infinite varianti di caffè che sono richieste da noi italiani. Di solito l’obiettivo di chi ordina il caffè è far comprendere il proprio gusto e il desiderio del momento. C’è comunque un modo (più o meno efficace ed elegante) di descrivere ciò che si vuole.

Il caffè espresso, ad esempio, spesso viene definito “normale”, svilendo un po’ l’autenticità di questo prodotto made in Italy che ci connota in tutto il mondo con una caratteristica unica: saper fare un caffè a regola d’arte. Se quello che volete è un semplice caffè espresso, non chiamatelo normale, ma chiamatelo “un espresso”. Basterà. Il ristretto è un “caffè espresso ristretto”. Il macchiato, un “espresso macchiato”; oppure un espresso con latte freddo a parte. Se volete ordinare l’americano come lo bevo io, chiedete un caffè espresso in tazza grande, con acqua calda a parte. Vi eviterà di bene una bevanda lunga e piena di caffeina, anziché di aroma di caffè.

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