Grazie ai nostri baristi, che tengono alte le serrande e l’umore

Grazie ai nostri baristi, che tengono alte le serrande e l’umore

Grazie ai nostri baristi, che con cuore e coraggio ci fanno affrontare un lockdown diverso.

Il nuovo Dpcm del 3/11/2020, con decorrenza dal 6/11, acuisce le strette per i servizi legati alla ristorazione. Nelle zone arancioni e rosse bar e ristoranti chiusi; in quelle gialle l’apertura è comunque limitata dalle ore 5 alle ore 18. Ovunque sono concessi asporto (fino alle 18) e delivery: proprio a queste due ancore si aggrappano agguerriti i ristoratori d’Italia, non senza difficoltà.

Una categoria, quella di baristi e gestori, che ha dovuto subire in poco più di sei mesi due chiusure forzate di cui questa seconda arriva a gettare nuovamente sconforto dopo le ingenti spese per l’adeguamento dei locali alle nuove norme igienico-sanitarie. E soprattutto dopo che una timida ripresa sembrava essersi avviata, grazie alla concessione gratuita di spazi sul suolo pubblico, al consumo nei dehors e alla voglia delle persone di riappropriarsi del rito del bar, che amano e sentono parte del loro quotidiano.

Seppur consapevoli che non sarà possibile mantenere volumi e fatturato dei tempi migliori, però, questa volta molti ristoratori e baristi fanno tesoro dell’esperienza acquisita e non demordono, potenziando, in sicurezza, i servizi che possono continuare ad offrire, senza rinunciare alla qualità.

Grazie ai nostri baristi, che tengono alte le serrande e l’umore

Cuore e coraggio per affrontare questa nuova sfida.

A tutti noi – sì, anche a noi che viviamo nella zona rossa – è sotto gli occhi uno scenario diverso da quello della scorsa primavera. Ne sono testimonianza le code davanti ai locali, in attesa di un espresso caldo o della colazione. Le vetrine riportano cartelli sulla limitazione del servizio e invitano ad allontanarsi per il consumo, ma le serrande di molti bar questa volta sono alzate. E ciò basta a mantenere vivaci le città e alto il morale delle persone.

Quale sia il grande sacrificio dietro alle quinte è facilmente intuibile anche per i non addetti ai lavori. Dall’accettazione per numeri che con probabilità non torneranno di nuovo alla capacità di adattare la propria offerta. Dai tentativi di scongiurare i licenziamenti convertendo camerieri in fattorini alla ricerca di nuove abilità per promuovere la propria attività nel modo più efficace possibile.


A questi baristi e ristoratori, che nonostante tutto continuano a offrirci un sorriso e una parola di conforto oltre alla tazzina, va il nostro pensiero. Come clienti e come torrefattori li ringraziamo, animati da quella stessa passione, coraggio e voglia di offrire molto di più di un semplice caffè.

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