lunedì 19 gennaio 2015
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Marcovaldo di Italo Calvino

 

Pubblicato per la prima volta nel 1963 per la casa editrice Einaudi, questo piccolo libro nasce come una raccolta di storie cittadine che Italo Calvino amava raccontare dando vita a uno dei suoi personaggi più famosi e interessanti: Marcovaldo.

Marcovaldo Italo Calvino

Il nome, che dà il titolo alla raccolta, corrisponde a un uomo molto speciale, nella sua disarmante normalità. Di mestiere fa il manovale e dal suo punto d’osservazione semplice e riservato, guarda il mondo e la città nel susseguirsi delle stagioni. Un po’ stralunato, come quasi tutti i personaggi creati dalla penna di Calvino, Marcovaldo appare talvolta ingenuo ma proprio per questo autentico e ironico nel suo modo di rapportarsi agli eventi, i cambiamenti e le contraddizioni della contemporaneità.

Ed è così che possiamo saltare con curiosità dalle vicende di certi funghi primaverili, a una speciale panchina estiva, per passare a un coniglio velenoso d’autunno fino a uno strano supermarket invernale. Tutto questo e molto altro passerà davanti allo sguardo di Marcovaldo e a quello del lettore che si affezionerà senz’altro a lui e alla sua bizzarra famiglia.

Ma Marcovaldo è anche un po’ più di una semplice cronaca urbana. Marcovaldo è una parabola della ricerca dell’uomo novecentesco di qualcosa che sente sfuggirgli dalle mani e dalla realtà. La ricerca dell’autenticità che si riflette nel bisogno della natura, del contatto con gli animali e con gli altri esseri umani. Le luci al neon del mondo moderno (ad esempio nella struggente storia intitolata Luna e Gnac) allora prendono vita, si trasformano in espedienti per decodificare la realtà e le emozioni. E non si potrà restare indifferenti poi a una mandria di mucche che, in piena estate, attraversa a sorpresa una via qualunque (come accade in Un viaggio con le mucche). O, ancora,  non rimanere senza parole di fronte alla neve in La città smarrita nella neve che inizia con uno degli incipit più suggestivi di tutta la raccolta:

 

“Quel mattino lo svegliò il silenzio”.

 

Ecco, Marcovaldo è uno così: a svegliarlo può essere l’inusuale silenzio che avvolge la città d’inverno, o a colpirlo possono essere certi gatti ostinati che occupano la stessa città creando una comunità con regole tutte loro. Marcovaldo, in una parola, è un uomo qualunque, ma è anche un uomo unico che vive tutto come se fosse nuovo, creato apposta per lui. Marcovaldo è uno come noi e al tempo stesso una voce fuori dal coro che ci restituisce un’immagine del mondo nuova e ancora da scoprire.