mercoledì 9 settembre 2015
I RACCONTI DI LUCA BIANCHINI

Mia nonna è una ragazza

Carmen aveva tante paure, ma una di queste non riusciva a controllarla: temeva di diventare nonna.

Luca Bianchini per Caffè Vergnano

Luca Bianchini per Caffè Vergnano

Non aveva nulla contro i nipoti, per carità, e neanche contro i pannolini, ma sapeva che da quel momento qualcosa sarebbe cambiato per sempre.

E da quando si era separata da suo marito sentiva che, senza marmocchi da esibire, sarebbe stato più semplice per lei trovare un nuovo amore. Si era anche creata un profilo su Badoo dove riscuoteva un certo successo.

Ovviamente non poteva che capitarle una figlia che da sempre sognava la maternità, e appena trovato il principe disposto a impalmarla aveva subito iniziato il calcolo delle lune e delle maree. In poche settimane, era rimasta incinta.

Carmen aveva reagito prendendo un ansiolitico di cui faceva uso solo nei giorni in cui le arrivavano le multe di Equitalia, perché sulla contabilità era sempre stata un po’ disordinata.

La figlia confuse quella reazione silenziosa come una gioia troppo grande, e pensò di aggiornare sua madre ogni giorno sull’evoluzione di pancia, tette e cosce.

La povera Carmen ormai non sapeva più come controllare l’agitazione, ed era diventata così dipendente dalle tisane calmanti che passava la maggior parte del tempo a fare la pipì.

Questo stato di nervosismo la condizionava anche nelle nuove conoscenze, e tutti i suoi pretendenti osservavano perplessi una donna bella e simpatica ma ossessionata da un’unica domanda: “Secondo te io posso già essere nonna?”

Con la nascita del nipote, Carmen dovette affrontare la realtà. E per evitare nuove tisane e i vecchi ansiolitici, decise di farsi piacere questo momento che molte donne sognano da sempre.

Così si fece coraggio, chiese perdono a Dio e andò da Baby Shopping a comprare una tutina.

Ci mise un po’ a dire che il bambino per cui faceva quell’acquisto era suo nipote, ma si sforzò di essere allegra e felice. Aveva fatto bene a vent’anni a fare un corso di teatro amatoriale!

Mentre la commessa andò a cercare qualcosa di adatto, un bell’uomo pieno di bracciali d’oro al polso le disse: “Beata lei che l’ha presa così… Io è da una settimana che sono depresso. Ma le sembro uno che può essere chiamato nonno?”

Carmen non riuscì a credere alle proprie orecchie.

Gli spalancò un sorriso, che ritrasse subito per timore di avere un pezzo d’insalata tra i denti. Poi lo convinse a comprare la stessa tutina per sua nipote, solo di colore rosa, e lo invitò per un caffè.

Un nuovo sobbalzo le prese quando lui le raccontò che la moglie lo aveva lasciato per un altro dopo vent’anni di matrimonio.

La sera stessa erano a cena fuori.

La settimana dopo parlavano di vivere insieme.

Nel frattempo, erano più appiccicosi di due Big Babol.

Da quel giorno, i loro nipoti non gli fecero più paura.

Senza volerlo, gli avevano dato una nuova giovinezza.

 

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