mercoledì 6 maggio 2015
I RACCONTI DI LUCA BIANCHINI

Un bacio al caffè

Giorgio non aveva mai baciato una ragazza e nemmeno un ragazzo, perché era un po’ “gnugnu”, come gli avrebbe detto sua madre, che aveva capito tutto ma faceva finta di niente.

In realtà, era stato baciato una volta da Sabrina, minchia Sabbry, durante la gita a Barcellona di terza liceo, ma lui l’aveva vissuta come una specie di aggressione ed era rimasto immobile, mentre l’altra lo perquisiva con la sua lingua profonda al sapore di Big Babol.

Giorgio non lo poteva considerare un bacio perché non era consenziente, anche se quando gli chiedevano se aveva già baciato una ragazza lui rispondeva: “certamente”.

Luca bianchini per Caffè Vergnano

Luca bianchini per Caffè Vergnano

A scuola alcuni lo prendevano in giro ma mai in modo palese, che è il modo più feroce perché pensi che ormai tutti rispettino le tue confusioni sessuali.

Lui soffriva in silenzio e fingeva di non capire, concentrandosi sulla sua unica grande passione: il beach volley.

Lì era finalmente se stesso e sfogava l’aggressività che si teneva dentro durante la settimana scolastica. In classe era un disastro in italiano e inglese, eccelleva nelle materie scientifiche, ed era un piccolo genio in matematica. Gli altri compagni lo facevano amico solo durante i compiti in classe.

A un torneo di beach volley conobbe Patrick, un ragazzo un po’ più grande e molto più sicuro di sé. Aveva padre inglese e mamma italiana, e faceva quinta in un altro liceo.

Per una serie di coincidenze, si ritrovarono a giocare nella stessa squadra.

L’intesa sul campo fu perfetta e insieme si aggiudicarono la vittoria del torneo, con tanto di coppa, borsa e completino in regalo. Dopo il trionfo, si fermarono un po’ a parlare e Giorgio capì che se avesse provato lui, a baciarlo, non si sarebbe irrigidito per niente.

Iniziarono a frequentarsi, soprattutto sui campi da beach volley, fino a quando Patrick lo invitò a casa per aiutarlo in vista di un’interrogazione d’inglese.

Giorgio si cambiò un sacco di volte, prima di decidersi a uscire, e alla fine scelse la cosa che più lo rassicurava: la tuta da ginnastica.

Si presentò con tanto di ansia, quadernone e libro di esercizi.

La madre di Patrick lo fece entrare mentre aveva messo su un caffè. Gli chiese se anche lui ne voleva uno, e quando Giorgio vide Patrick in canottiera andò così in confusione che disse sì.

Lui il caffè non lo beveva mai, ma non voleva sembrare subito antipatico. Ci mise così tanto zucchero che alla fine dovette chiedere due bicchieri d’acqua.

La mamma li salutò perché aveva il corso di dimostrazione del Bimby, e Patrick lo invitò in camera sua.

“Cos’è già che dovevamo ripassare?”, gli disse appena chiusero la porta.

Giorgio si sentì mancare e riuscì solo a dire: “Il present continuous”…

Patrick gli stampò un bacio che lo lasciò senza fiato e con il cuore pieno di emozione. Sapeva di caffè.

Da allora, per il lui il caffè sarebbe sempre stato il gusto del suo primo bacio.