mercoledì 27 luglio 2016
I RACCONTI DI LUCA BIANCHINI

La ragazza che ascoltava Adele

Elisa, da quando si era fidanzata, aveva commesso l’errore di votarsi completamente al suo uomo – tale Antonello – adottando il «pacchetto» completo delle sue abitudini e frequentazioni: preferiva la montagna al mare, andava in mountain bike, guardava Masterchef, ascoltava solo Adele e andava in vacanza con i «suoi amici» partecipando a simpatiche grigliate sui monti. Occasioni in cui doveva portarsi la scamorza da casa perché non ricordavano mai che era vegetariana.

Luca Bianchini per Caffè Vergnano

Luca Bianchini per Caffè Vergnano

Gli «amici» l’avevano accettata solo perché stava con Antonello e anche le rispettive fidanzate, in fondo, la guardavano con diffidenza: era poco cerimoniosa, non regalava i complimenti ed era sempre diretta.

 

In una società in cui nessuno vuole sapere la verità, le persone sincere vengono messe da parte. Ma Antonello era innamorato di Elisa e non gli importava. Gli pesava di più che scegliesse i legumi per assimilare le proteine.

 

Aveva tentato ogni strada per inserirla nel gruppo, e le aveva anche organizzato una festa a sorpresa affittando un locale e offrendo Amarone, ma non era riuscito a farle volere bene.

 

Un giorno, le ragazze della compagnia crearono un gruppo Whatsapp di sole donne da cui era stata volutamente esclusa e lei – che non era cretina – aveva cominciato a fare l’antipatica: non rideva alle battute, rispondeva solo se interrogata, insomma cercava di protestare, mentre Antonello le diceva solo «amore rilassati».

 

Per fare pace con tutti, la convinse a preparare una cena a casa loro. Peccato che Elisa avesse organizzato una cena vegetariana e tutti avevano guardato l’insalata di tofu con occhi a dir poco disgustati.

 

Alla fine, come in un reality, decisero di eliminarla.

 

Spinti da alcune fidanzate, i ragazzi avevano iniziato a dire ad Antonello che era meglio guardarsi intorno e, con quella cattiveria di cui solo gli umani sono capaci, avevano trovato la donna perfetta per lui. Si chiamava Germana e amava sperimentare ricette, come la suora: semplice, sottomessa, parlava di creme abbronzanti e zumba, l’altra sua passione, anche se era un po’ sovrappeso. Questo, ovviamente, deponeva a suo favore perché non suscitava gelosie da parte delle altre.

 

Antonello cadde nella trappola e, con una leggerezza di cui non si rese conto, lasciò Elisa senza tentennamenti. «Non sono più innamorato» le aveva detto in quel modo disarmante che sanno diventare le parole quando assomigliano alle pietre. Lei aveva fatto le valigie e se n’era andata.

 

Era ferita, incompresa e triste.

Si era trovata un monolocale e aveva provato a ripartire, senza riuscirci. Si rese conto che non era stata una buona idea lasciare le vecchie amicizie, che non aveva più senso cercare di riallacciare. L’amicizia è una pianta che va annaffiata anche poco, ma quanto basta.

 

Provò a chiudere con il passato, ma non riuscì a chiudere Facebook: per cui sulla sua bacheca continuava a vedere l’allegra vita dei finti amici che aveva lasciato.

Lei, invece, era in una specie di lutto, per cui osservava tutto e non diceva niente, continuando ad ascoltare Adele. A chi le scriveva «Sei viva?» rispondeva «Sono viva», e la conversazione finiva lì.

Aveva imparato a trovare il lato bello della solitudine e aveva riscoperto il piacere del cinema – vedeva i film di DiCaprio – e della lettura di Simenon.

 

La musica di Adele rappresentava il suo stato d’animo alla perfezione, con quelle ballate strappacuore e la speranza di «Never mind I will find someone like you…»

Quante volte l’aveva cantata con Antonello, imparando i testi a memoria scaricati da internet.

Ora, finalmente, quella cantante si esibiva in Italia, all’Arena di Verona.

Elisa aveva provato a cercare i biglietti, ma si erano esauriti in pochi minuti.

 

Il giorno prima del concerto, curiosando sui social network, aveva letto il messaggio di una veronese conosciuta in vacanza: «Causa influenza vendo biglietto per concerto di Adele, contattatemi in privato.» L’aveva pubblicato un minuto prima.

Così Elisa si trovò seduta in seconda fila al concerto più atteso della stagione.

Non ci poteva credere. Fu bellissimo, perché Adele cantava come nei dischi e ti raccontava le canzoni come nella vita. Elisa sentì che ce l’avrebbe fatta e probabilmente trasmise quella sensazione anche ad Adele, che puntò proprio la «vegetarian girl» per farla salire sul palco. Elisa venne presa dalla security e fatta salire on stage.

 

Ricevette un’ovazione e fecero insieme un selfie dove, incredibilmente, Adele la abbracciava e sorrideva felice: la foto più bella della sua vita.

Elisa tornò a casa sconvolta, senza riuscire a dormire. Guardava e riguardava la foto sul cellulare, la ingrandiva, la tagliava: era sempre perfetta. Lei con il suo mito.

Non resistette e, anche se era l’una passata, la condivise su Facebook, scrivendo solo: «Hello.»

 

Nel giro di pochi minuti venne invasa da like e complimenti da gente sparita da tempo che di colpo «voleva sapere tutto.» La foto fece una comparsata al Tg3, ed Elisa ricevette anche i complimenti di alcune ragazze della vecchia compagnia.

La mattina seguente, dopo una notte insonne per la troppa adrenalina, ricevette una chiamata: «Hello, it’s me», provò a cantargli Antonello con la voce incrinata dall’emozione. «Vorrei parlarti.»

E lei, che non aveva più niente da perdere, decise di ascoltarlo.

 

Le arrivarono non parole, ma rose, e un bacio che non respinse.

Riascoltando quella canzone, lui aveva trovato il coraggio di non dare retta più ai suoi amici ma al suo cuore.

Da quel giorno, Elisa e Antonello si rimisero insieme, partirono per il mare e cambiarono compagnia.