mercoledì 3 giugno 2015
I RACCONTI DI LUCA BIANCHINI

L’amore ai tempi del liceo

Luca Bianchini per Caffè Vergnano

Luca Bianchini per Caffè Vergnano

Rossella odiava la matematica e non sapeva come farsela piacere.  Anzi, non voleva farsela piacere. Il fatto è che frequentava proprio il liceo scientifico, scelto per ragioni sentimentali, perché era la scuola del suo primo fidanzatino, Geremia, e dopo che si erano lasciati aveva deciso comunque di proseguire “per fargliela vedere”, a quel pivello col nome da profeta che l’aveva mollata per una più grande.

 

I numeri erano proprio il punto debole di Rossella, ma negli anni aveva imparato ad “accettarli” raggiungendo comunque la sufficienza. Solo in terza aveva rischiato di essere rimandata, ma si era salvata grazie alla sua instancabile compagna di banco: Maria Giovanna detta Giovannona. Bruttina, brufolosa, sentimentalmente frustrata, ma quando le spiegava trigonometria a lei sembrava Monica Bellucci, tanto pendeva dalle sue labbra. Durante il compito in classe, invece, nel momento in cui le suggeriva il risultato dell’equazione, credeva di vedere Madre Teresa.

 

La quarta liceo era iniziata in salita, come al solito, ma poi era successo qualcosa che Rossella non avrebbe dimenticato. Il professor Cocciolo si era rotto rocambolescamente il femore in una caduta e al suo posto era stato nominato un supplente fresco di laurea.

 

Una mattina il professor Maggiani varcò la soglia della IV G, e Rossella credette di avere un mancamento: era il ragazzo più bello che avesse mai visto.

 

Anche Giovannona ebbe un piccolo tracollo, ma non trovò il coraggio di confessarlo nemmeno alla sua amica. Rossella invece decise di prendere quell’amore seriamente – come ogni amore che si rispetti – e cercò di attrarre l’attenzione del prof con l’unico modo che le venne in mente: studiando matematica.

 

Tutti i giorni andava a casa della sua amica a ripassare trigonometria, seni e coseni erano diventati il suo pane quotidiano. Giovannona all’inizio la incoraggiava, anzi era felice di questo entusiasmo matematico, ma poi capì che qualcosa stava cambiando.

 

Al primo compito in classe Rossella prese 8 e ½ e lei solo 8. Per Giovannona fu uno smacco incredibile e per Rossella la prova che Dio esiste, e pure l’amore.

 

Quando il professore la chiamò alla cattedra per elogiarla davanti a tutti, lei capì che in fondo il prof la desiderava.

 

Tra le due amiche cominciò una sorta di competizione a distanza, e Giovannona iniziò a dire che lei non riusciva più a studiare in compagnia. Una volta, durante un compito in classe, diede a Rossella un suggerimento sbagliato e lì iniziò la guerra.

 

La classe si divise tra chi dava ragione a Rossella e al suo talento nascosto e a chi le dava contro, sostenendo che il professor Maggiani la favorisse per via delle sue magliette scollate. Giovannona, ovviamente, fomentava le compagne a pensare alla seconda ipotesi. Rossella era frastornata e si concentrava solo su una cosa: le equazioni.

 

Un giorno, durante l’intervallo, vide il professore solo alla macchinetta del caffè e pensò che fosse finalmente giunto il suo momento. Si avvicinò facendo finta di guardare il telefono, quando lui le chiese se voleva qualcosa da bere.

 

Lei vide al ralenti la scena di Candy e Terence quando si salutano alla Saint Paul School, ma disse solo “no, grazie.” Peccato che all’orizzonte apparve anche Iriza, impersonata da una Giovannona pronta a tutto pur di giocarsi la sua chance.

 

Il professor Maggiani tirò fuori la chiavetta e chiese anche all’altra sua allieva se voleva un caffè: “Sono a posto, grazie”, fu l’unica cosa che le venne in mente.

 

Le due ragazze cercarono di non guardarsi, ognuna pronta a combattere per il proprio amore.

 

In quel momento passò la professoressa Crusi, il sogno erotico di tutti i ragazzi. Quando il professore la vide sfrecciare, si dimenticò delle sue allieve adoranti, si scusò velocemente e corse a inseguirla con una scusa.

 

Rossella e Giovannona assistettero a quella scena patetica, si strinsero in un lacrimevole abbraccio, e tornarono in classe sognando una vendetta per l’ennesimo uomo che le aveva sedotte e abbandonate.