domenica 15 giugno 2014
LIFESTYLE

Vanigliaviola: “Il caffè non è una semplice bevanda”

caffè vanigliaviolaPer alcuni il caffè è una semplice bevanda, per altri un rituale irrinunciabile, per altri ancora un momento di ritrovo. Per me il caffè è tutto questo, ma anche un profumo che è in grado di far riaffiorare in me ricordi sopiti, dandomi l’impressione di poterli rivivere, anche soltanto per un secondo.

Basta davvero poco: l’aroma che si sprigiona dal barattolo appena aperto, la moka che gorgoglia, il profumo che pervade la casa. In un attimo, torno indietro di quindici anni, mi trovo nella mia casa in campagna, sono le tre del pomeriggio, abbiamo appena finito di pranzare e “i grandi” prendono il caffè. A me è concesso soltanto guardare, o al limite assagiarne un po’.

In una frazione di secondo il mondo intorno diventa sempre più sfumato, fino a svanire del tutto, e mi invade la mente il pensiero di qualcosa che sa di buono, di casa, di calore. E mi piace credere che anche per altri sia così.

Penso all’infanzia, ai momenti spensierati, all’amicizia. Sono cresciuta in mezzo al caffè: la famiglia della mia migliore amica aveva una torrefazione e noi giocavamo e facevamo feste tra i chicchi di caffè e i sacchi di iuta. Lei mi spiegava orgogliosa la differenza tra le qualità di caffè, e io facevo finta di capire. Anche lei mi ha trasmesso questa passione per il caffè, e mi piace pensare di esser diventata un po’ un’intenditrice, nel tempo.

Marcel Proust aveva scoperto più o meno le stesse cose, rendendole senz’altro con parole migliori delle mie:

“Ma nello stesso istante in cui il liquido raggiunse il mio palato, io trasalii, attratto da qualcosa di straordinario che accadeva dentro di me. Una deliziosa voluttà mi aveva invaso, staccata da qualsiasi nozione della sua causa. Di colpo aveva reso indifferenti le vicissitudini della vita, inoffensivi i suoi disastri, illusoria la sua brevità, agendo nello stesso modo dell’amore, colmandomi di un’essenza preziosa: o meglio, quell’essenza non era dentro di me, IO ero quell’essenza. Avevo smesso di sentirmi mediocre, contingente, mortale.”

Pensate ancora che sia una semplice bevanda?