lunedì 17 ottobre 2016
LIFESTYLE

Ritorno al futuro: i più divertenti giochi di parole della trilogia

Il 21 ottobre in tutto il mondo si celebra l’arrivo dal passato di Doc e Marty, protagonisti di “Ritorno al futuro”. Nell’intera trilogia abbondano i giochi di parole, sia nella versione inglese che in quella italiana.

 

Ritorno al futuro

Ritorno al futuro

Negli anni ’80 la trilogia di “Ritorno al futuro” divenne un vero e proprio fenomeno cult e milioni di persone in tutto il mondo si appassionarono ai viaggi avanti e indietro nel tempo dei protagonisti Doc e Marty. Vedere (o rivedere, per chi c’era) il passato ed immaginare il futuro sul grande schermo era un’esperienza senza dubbio divertente, nel cui quadro generale sfuggivano, però, alcuni dettagli.

 

Il 2015 è infine arrivato ed è stato già superato, e fa un certo effetto riguardare le tre pellicole col senno di poi, vale a dire con gli occhi di chi il futuro – solo ipotizzato nella pellicola – lo sta vivendo. Grazie ad Internet, poi, si possono quasi “vivisezionare” i film alla ricerca delle differenze fra il futuro immaginato e quello reale e dei giochi di parole sia nella versione originale che nella traduzione in italiano.

 

Nel primo capitolo della saga, Marty torna indietro al 1955 e dentro un bar di Hill Valley, la sua cittadina, ordina una “Pepsi free” (che diventa “Pepsi senza” nella versione italiana); si tratta di una variante priva di caffeina della celebre bevanda, che comparve e sparì nel giro di poco tempo nei primi anni Ottanta. Nel 1955, dunque, la Pepsi senza caffeina non esisteva e il barista interpreta il “free” come gratis (“senza pagare” intende l’uomo nella traduzione italiana). Il succo della risposta è che nel locale non si fa credito (la versione italiana risulta più colorita rispetto all’originale).

 

Prima della “Pepsi free”, Marty aveva richiesto un’altra bevanda: una TaB, bibita senza zucchero entrata in commercio 8 anni dopo l’arrivo di Marty nel passato e dunque non ancora ideata quando lui si siede al bancone. “Tab” in inglese significa anche conto, ecco perché il barista gli risponde che non può avere un conto senza ordinare nulla. Nella traduzione italiana questo scambio di battute è per forza di cose diverso, non potendo giocare sul doppio significato della parola “tab”.

 

Marty ordina quindi una Fanta, ma il barista interdetto gli domanda se voglia della “fantascienza da bere”. Tale bevanda già esisteva all’epoca, ma la versione con le arance venne realizzata per la prima volta proprio nel 1955, a Napoli. La Fanta originale col sidro di mela fu ideata nel 1940 in Germania come alternativa alla Coca Cola, divenuta inaccessibile a causa dell’embargo imposto ai tedeschi durante la Seconda guerra mondiale.

 

Una delle espressioni che ricorre più spesso nell’intera trilogia è l’esclamazione di Doc “Great Scott!”, utilizzata tipicamente nella letteratura inglese per segnalare stupore e incredulità. Nell’adattamento italiano tale espressione viene riportata in due modi differenti: nel primo film Doc esclama “Bontà divina!”, che si rivela poco adeguata ad uno scienziato e perciò nel secondo e nel terzo capitolo viene modificata in “Grande Giove!”, essendo impossibile nella nostra lingua avere una traduzione letterale dell’espressione inglese originale.

Rivedere i film della trilogia può essere l’occasione per divertirsi anche con questi giochi di parole italiani.