giovedì 17 luglio 2014
LIFESTYLE

La (forse) vera storia del cappuccino

C’è chi dice sia merito di un monaco italiano, chi di un soldato austriaco. Ma sembra proprio che sia nato a Vienna, arrivato poi in Italia – e che fosse molto diverso da come lo beviamo oggi

 

 

La più amata e abusata della bevande italiane all’estero, il cappuccino affonda le sue origini nella leggenda o meglio, in diverse leggende… “La più clamorosa delle leggende metropolitane sembra essere stata messa in circolazione in tempi recenti e riguarda un frate cappuccino” – ci spiega Alessandro Marzo Magno, storico, giornalista e autore del libro “Il genio del gusto – Come il mangiare italiano ha conquistato il mondo” (Garzanti editori, in libreria).

 

Alessandro Marzo Magno

Alessandro Marzo Magno

 

TUTTO MERITO DEL SALVATORE DELL’EUROPA

Sembra infatti che il termine cappuccino prenda il nome dal frate dell’ordine dei cappuccini Marco da Aviano, inviato nel 1683 dal Papa a Vienna con l’obiettivo di convincere le potenze europee ad una coalizione militare contro i Turchi che la stavano assediando. Riconosciuto come il salvatore dell’Europa dal pericolo musulmano, beatificato nel 2006, pare sia colui ad aver inventato il cappuccino: durante il soggiorno in città il religioso si dice entrò in un cafè, locali oramai molto diffusi nel continente ma non riuscendo a bere il caffè così forte chiese qualcosa per addolcirlo. “Kapuziner!” esclamò un cameriere vedendo lo strano intruglio di latte bevuto dal frate. Il resto è storia, o meglio leggenda.

 

NON FRATI, MA SOLDATI

Un’altra versione del mito, ambientato sempre nell’anno 1683 vuole che siano stati i Turchi in fuga dal proprio accampamento ad abbandonare numerosi sacchi di caffè, usati dalle truppe viennesi dopo il ritrovamento. Dopo aver provato a bollirlo il sapore risultava amaro, e così provarono a mitigarlo con latte e miele – denominando l’intruglio kapuziner in onore dell’abito dei frati. Per alcuni, fra queste truppe c’era un soldato, Franciszek Jerzy Kulczycki, inventore della bevanda e primo ad aprire una caffetteria a Vienna dopo il conflitto in cui utilizzava il caffè che gli invasori arabi si erano lasciati alle spalle con aggiunta di latte.

 

UNA STORIA VEROSIMILE

A Vienna i frati cappuccini hanno sempre avuto una grande importanza, basti pensare che tutti gli Asburgo sono stati sepolti nella loro cripta. E vero anche che il nome cappuccino deriva dal colore della tonaca dei frati, anche Edurado De Filippo nella commedia Questi Fantasmi lo definisce “color del manto di monaco”. Prove della sua invenzione non ce ne sono, come in tutta la storia gastronomica, ma quello che è certo è che il kapuziner deve essere stato inventarlo con panna. Il latte infatti entra negli usi solo fra Otto e Novecento, prima non si beveva ed era solo un ingrediente per fare burro, formaggi o altro. Probabilmente il primo cucchiaio di aggiunta fu della panna. Da kapuziner a cappuccino, in italiano, e sostituendo la panna con il latte, il passo è stato breve”.

 

Anche se il cappuccino possa vantare natali austriaci, sono gli italiani ad averlo reso uno stile di vita. Oggi è la bevanda italiana per eccellenza, più diffusa dell’espresso ancora oggi perché di sapore più dolce, e la prima che apre così le porte ad un vero caffè Made in Italy.