martedì 6 agosto 2013
LIFESTYLE

Il mio caffè in vacanza

caffè vacanza csabaI caffè “on the road” di Csaba dalla Zorza, “blogger” del magazine Coffeeandnews.it. Il suo diario alla scoperta di come si prepara, si serve e si beve la nostra bevanda nazionale in giro per il mondo comincia da qui, da un caffè servito a letto, in vacanza…

 

Penso di essere una delle poche italiane che ha imparato a bere il caffè all’estero, se ci penso provo un po’ di disagio, ma poi invece mi rendo conto che è stato un vantaggio, perché mi ha insegnato ad apprezzare il caffè buono, ogni volta che lo incontro.

Quando mi sono trasferita in Giappone, alla fine degli anni ’80, l’espresso non era contemplato a casa e il caffè fatto con la moka sarebbe stato qualcosa di troppo esotico da reperire a Tokyo (o, dovrei dire, troppo costoso all’epoca per le mie tasche). Fatto sta che la mia “iniziazione” a questa bevanda – che oggi adoro – fu opera del caffè solubile. Lo dico per sincerità: mi piaceva e mi piace ancora, lo considero un luogo di approdo felice quando mi trovo in situazioni in cui il caffè buono è poco reperibile (in certi bar a Milano, ad esempio, farebbero meglio a servire questo surrogato senza pretese piuttosto che una tazzina preparata male).
Negli anni, comunque, il mio rito del caffè si è evoluto, ampliato e raffinato. Oggi sono capace di preparare un’ottima moka (che io non bevo) e adoro fare il primo caffè della mattina a mio marito, usando i chicchi interi che vengono macinati al momento dalla nostra macchinetta per l’espresso, un piccolo lusso che mi sono concessa con la nuova cucina, due anni fa. Il profumo dei chicchi appena macinati che diventano liquido nero e cremoso nella tazzina dà alla mia giornata un’energia particolare, che mi fa stare bene. In vacanza ci si deve “accontentare” di quello che passa il convento, come si dice, e non sempre ho la fortuna di trovare un buon caffè. Ma la mia ricerca è incessante e ormai non esiste luogo che io possa frequentare, anche per un solo giorno, nel quale non provi a sentirmi a casa con una tazzina di caffè.

Da quello europeo (il migliore forse che ricordo è a Londra, ma in una caffetteria italiana – nda..) a quello caraibico. Il mio peggior caffè? Sulla terrazza del golf Club all’Hyatt di Grand Cayman – ma la vista era talmente spettacolare che seduta lì potrei anche prenderne altri…
Ecco, il mio caffè “on the road” potrebbe essere un diario alla scoperta di come si prepara, si serve e si beve la nostra bevanda nazionale in giro per il mondo. In realtà è frutto di una ricerca ormai automatica della tazzina perfetta, che deve accompagnare il mio risveglio per far sì che sia davvero una buona giornata.

In questo momento, mentre scrivo da casa mia, al mare, il caffè della mattina è preparato con la moka e poi versato in una grande caffettiera che viene portata sulla tavola, insieme a tutto il resto. Ancora per qualche giorno sono in Sardegna, nella cornice che ha ospitato il set del mio libro “Summer Holidays” dal quale ho preso la fotografia che vedete qui (il letto della mia camera con il vassoio della prima colazione). Fare colazione a letto – come ormai è noto – è una delle cose che più mi piace, e come ogni lusso, va assaporato solo ogni tanto, per mantenerlo tale.
E a voi, come piace prendere il caffè in vacanza?
Raccontatelo su queste pagine di blog, mi piacerà sapere come state passando le vostre vacanze.

 A presto!   Csaba