venerdì 4 luglio 2014
LIFESTYLE

Etiopia: il caffè delle origini

Un vero e proprio rito, resistito uguale nei secoli, per assaporare un caffè diverso, estratto in tre fasi – per uomini, donne e bambini.

 

caffè africa

 

La storia del caffè è una storia meravigliosa, che affonda le sue radici nella notte dei tempi e nell’africa nera e si è evoluta fino ad oggi, in ogni angolo del mondo in modo diverso. Pensare che caffè=espresso significa avere una visione molto limitata dell’universo che sta dietro a questa bevanda, preparata e servita quasi in ogni luogo del mondo e quasi sempre in modo diverso.
La scoperta della storia e delle mille tradizioni del caffè è l’argomento di discussione di uno dei corsi organizzati da Caffè Vergnano negli store Eataly in diverse città: Il mondo in una tazzina di caffè (prossimo appuntamento a Milano, 11 ottobre 2011). Prima tappa obbligata dell’incontro, l’Etiopia.

Il caffè, vuole la leggenda e comprovate tracce storiche, è nato in proprio in questo paese dove viene definito con il suo nome più antico, “Bunna”. Il caffè non era una bevanda inizialmente e il caffè veniva mangiato, masticando i chicchi interi o sminuzzandoli e mescolandoli a burro chiarificato – come ancora succede in alcune zone. Le prime tracce storiche del caffè “liquido” ottenuto facendo bollire i chicchi arrostiti risalgono solo al 18° secolo, e la vera e propria cerimonia con cui lo si prepara, paragonabile a quella che in Giappone si fa per il tè, sembra ancora la stessa.

 

I chicchi ancora verdi vengono arrostiti dalla padrona di casa in un pentolino dal lungo manico scaldato sul fuoco, con movimenti circolari continui per non farli mai bruciare. Il profumo che si propaga durante la tostatura è meraviglioso e la padrona di casa lo soffia verso gli ospiti proprio per diffonderlo nell’aria e lo farlo annusare prima di macinarne i chicchi con pestello e mortaio.

 

La polvere viene messa a bollire in acqua calda nella brocca tradizionale dal lungo beccuccio, lo Jebena. Dopo qualche minuto si versa la “bunna” nei Fingiàn, tazzine senza manico e molto colorate. Si serve il caffè, e dopo che tutti l’hanno gustato, si riempie nuovamente la brocca con nuova acqua, per un secondo giro di caffè più leggero e poi per un terzo. Abol, Tona, Bereka, ecco i nomi con cui vengono definiti i tre passaggi, di cui si dice che il primo sia per i padri, il secondo per i padri e il terzo per i bimbi.

 

Di accompagnamento non manca lo zucchero, pop corn dolci, i kolo (cereali e noccioline tostati con spezie) e i dabo kolo (dolci fritti di pane).