venerdì 23 ottobre 2015
LIFESTYLE

Dalle Vallette un caffè solidale

Che cosa lega le pregiate piantagioni di caffè di Huehuetenango alle carceri delle Vallette di Torino? Un riuscito progetto solidale, una scelta a favore dei più deboli e un risultato unico, tutto da gustare.

 

Il caffè dalle Vallette di Torino

Il caffè dalle Vallette di Torino

Sotto l’egida di Slow Food, un filo rosso ormai decennale lega l’altopiano Huehuetenango, in Guatemala, e il carcere delle Vallette, alle porte di Torino. La cooperativa Pausa Cafè ha infatti unito con successo due delle cause che le stanno più a cuore: la tutela delle popolazioni indigene guatemalteche e la promozione di attività socialmente utili e professionalizzanti presso la casa circondariale torinese. Quale idea migliore del caffè per lottare insieme in vista di un futuro migliore? È nata così una filiera produttiva sui generis dai risultati eccellenti.

Se il Guatemala è di per sé una delle terre migliori per la coltivazione del caffè, le piantagioni dell’altopiano di Huehuetenango raggiungono picchi di qualità superiori alla media: si tratta, infatti, di caffè di altura, coltivato fino ai 1900 metri in un contesto geografico ottimale.

Raccolto ed essiccato con metodi tradizionali, parte del caffè prodotto nel Presidio Internazionale Slow Food guatemalteco arriva nelle carceri delle Vallette: qui nel 2004 Pausa Caffè ha realizzato un laboratorio per la torrefazione, lo stoccaggio e il confezionamento del caffè, che diviene così pronto per essere gustato in tutta la sua bontà. Il pregio di questo prodotto, inoltre, risiede anche nella sua tostatura a legna: i chicchi vengono lentamente portati alla temperatura di 250 gradi, in seguito si fanno raffreddare ad aria e si lasciano riposare per una settimana prima di procedere alla macinazione. Questo metodo garantisce un processo di degassazione assolutamente naturale.

L’attività ha avuto un tale successo da convincere la struttura carceraria ad ampliare progressivamente gli spazi destinati alla lavorazione del caffè, oggi affiancata anche da quella del cacao e del cioccolato.

Con la torrefazione nelle carceri delle Vallette e il birrificio in quelle di Saluzzo, Pausa Cafè promuove attivamente il reinserimento sociale e professionale dei detenuti, antidoto alle recidive e scopo primario delle case circondariali; il percorso prevede l’affiancamento da parte di maestri torrefattori e momenti formativi sull’economia mondiale e sulle condizioni delle popolazioni svantaggiate. Con una storia del genere alle spalle, il caffè assume un sapore ancora più intenso.