lunedì 7 settembre 2015
LIFESTYLE

Caffettiera napoletana: le 5 regole di un rito antico

La caffettiera napoletana fu inventata all’inizio dell’800 e da allora delizia i cultori con un caffè particolare che si prepara, ora come un tempo, con poche semplici regole.

 

Caffè napoletano

Caffè napoletano

La “cuccumella”, questo è il suo nome in dialetto, nacque a Napoli da un’idea del francese Morize e fu realizzata prima in rame, ma ben presto si passò all’alluminio per la maggiore versatilità e anche perché era più economico. In poco tempo si diffuse in tutte le abitazioni della città e ne divenne un simbolo importante.

La sua storia non deve spaventare, perché in realtà [strong]prepararsi un bel caffè alla napoletana[/strong] è facile: basta seguire i cinque passaggi seguenti e sarà possibile gustare un vero caffè partenopeo.

Si inizia con la scelta di una miscela media di caffè macinato: l’ideale sarebbe chiederla espressamente per la “cuccumella” presso una torrefazione. Se invece non si ha ha portata di mano un negozio specifico, si può utilizzare un caffè disponibile in commercio di buona qualità e macinatura non troppo fine. La polvere va inserita nel serbatoio centrale con piccoli buchi, calcolando un cucchiaio raso per ciascuna tazzina

Una volta riempito il filtro della caffettiera napoletana, si deve compattare il caffè, formando un paio di fori con una forchetta.

Ora è la volta dell’acqua, preferibilmente naturale e “di rubinetto”, che va inserita nella parte inferiore. Il livello del liquido non deve mai sorpassare il forellino di sicurezza. L’ideale è mantenersi un po’ al di sotto, per precauzione e per garantire una giusta consistenza e cremosità. Una volta inseriti i due magici ingredienti, si avvita il serbatoio dell’acqua, il filtro del caffè e la parte superiore.

La caffettiera è pronta per il fuoco e va messa con il becco all’ingiù. Il gas non deve essere troppo forte affinché il calore eccessivo non disperda il profumo nell’aria e secchi troppo la miscela.

Quando l’acqua arriva a ebollizione iniziano a fuoriuscire goccioline d’acqua dal foro laterale. Si gira allora la caffettiera con un gesto energico, afferrando tutti e due i manici. Una volta effettuata la rotazione si copre con un cono di carta (chiamato in gergo “cuppetiello”) il beccuccio che adesso è rivolto verso l’alto.

A questo punto l’acqua attraverserà il caffè e porterà con sé tutto il suo gusto e il suo incredibile aroma, che sicuramente si avverte già in tutta la stanza. Ormai il caffè è quasi pronto, sarà necessario ancora qualche minuto d’attesa in modo che il liquido si depositi tutto nel vano inferiore. Versare quindi il caffè nelle tazzine e, un consiglio più che una regola, assaporare lentamente e senza fretta.

In modo più schematico possiamo dire che, una volta scelta la migliore miscela per caffettiera napoletana, i passaggi per un buon caffè sono:

– Inserire il caffè nel serbatoio

– Versare l’acqua occorrente nella parte inferiore della caffettiera

– Avvitare le parti della macchina

– Mettere la caffettiera napoletana sulla fiamma con il becco verso il basso

– Durante l’ebollizione spegnere il gas e ruotare la caffettiera

– Aspettare alcuni minuti che l’acqua filtri attraverso il caffè

Dopo ogni utilizzo è consigliabile lavare la caffettiera napoletana con cura, per evitare che restino residui. Si può utilizzare un detersivo delicato, ma vanno evitate le spugnette abrasive che la graffierebbero alterando il suo fascino.