martedì 2 maggio 2017
LIFESTYLE

Caffè d’orzo o decaffeinato: quale scegliere?

Esiste un lotta probabilmente impari tra la scelta di assumere caffè d’orzo o decaffeinato, in quanto entrambi sono preferiti da chi non può o non vuole assumere sostanze eccitanti.
Ecco quindi un confronto tra le 2 bevande che ti permetterà di scegliere il caffè che più incontra le tue preferenze e che soddisfa anche il palato.

Caffè d'orzo o decaffeinato, quale scegliere?

Caffè d’orzo o decaffeinato, quale scegliere?

Il caffè d’orzo
Nell’accezione comune il caffè d’orzo indica una bevanda preparata con la moca, nella quale viene usato questo cereale polverizzato.
Quello che si ottiene è una bevanda di colore scuro, amara e che, se preparata con una caffettiera appositamente pensata per l’orzo, è anche provvista di una gradevole schiuma.
In realtà è una bevanda che somiglia al caffè, ma non ha nulla in comune quanto ad aroma e sapore.
Il caffè d’orzo come lo conosciamo oggi è un’eredità lasciata dai nostri nonni, che lo hanno utilizzato ai tempi della guerra, in quanto il “vero” caffè costava troppo ed era comunque di difficile reperibilità.
Con il tempo il caffè d’orzo, insieme a quello di cicoria, si è imposto come sostituto “povero”, ma porta con sè delle buone proprietà, che sono apprezzate da molti, tanto che in Italia c’è un buon mercato di questa bevanda anche in termini imprenditoriali.
Il caffè d’orzo è completamente privo di caffeina, quindi si presta ad essere assunto da chi deve fare a meno di questa sostanza eccitante, come i bambini, i cardiopatici, chi soffre di ipertensione, le persone ansiose, le donne in gravidanza o in allattamento e chi ha difficoltà ad addormentarsi.
Puoi considerarla anche una bevanda dietetica, perché nonostante sia un cereale, quindi composto maggiormente da carboidrati, una tazza da 220 ml apporta solo 20 calorie.
E’ completamente privo di colesterolo e le fibre sono presenti in minima parte.
In compenso devi sapere, però, che contiene vitamine e minerali come il fosforo e il potassio che migliorano le sinapsi e la memoria.
Apporta anche una discreta dose di niacina, detta anche vitamina PP o B3, che è utile per abbassare i livelli sia del colesterolo che dei trigliceridi.
Se stai pensando che non contenga nessuna sostanza nociva per l’organismo, ti sbagli perché invece è presente l’acrilamide, considerato tossico e precursore della predisposizione ad alcune forme tumorali.
Questo catabolita si sviluppa soltanto a seguito della cottura, quindi ad alte temperature, ma la sua pericolosità è sempre proporzionale alle quantità di caffè d’orzo assunte. Una tazza al giorno è da considerarsi innocua.
Se sei celiaco, il caffè d’orzo è sconsigliabile in quanto contiene glutine, in quanto cereale.
Il sapore dell’orzo è amaro come quello del caffè e, come accennato, non ha lo stesso aroma penetrante della bevanda più amata dagli italiani e non solo.
Si beve dolcificato e può rappresentare un buon sostituto del caffè tradizionale, ma senza grandi pretese.

 

Il caffè decaffeinato
L’intento di privarsi della caffeina ma non del piacere del caffè si concretizza in una bevanda come il decaffeinato.
Sfatiamo fin da subito una “leggenda metropolitana” che vuole il decaffeinato diverso nel sapore da quello tradizionale.
La lavorazione del decaffeinato incide soltanto nell’estrazione della caffeina e non certo sull’aroma o sul sapore, che vengono comunque preservati.
Devi sapere, invece, che l’estrazione della caffeina non può dirsi totale, in quanto nei chicchi rimane sempre una percentuale intorno al 0,1% che, per chi vuole e deve fare a meno di questa sostanza, potrebbe indurlo a rinunciare.
L’operazione di estrazione della caffeina avviene solitamente con l’acqua e anidride carbonica, ed è bene informarsi sul decaffeinato che quotidianamente bevi, in quanto potrebbe essere effettuata con solventi chimici. Questo adultera la bontà del caffè e in qualche modo mette potenzialmente in pericolo la salute dei consumatori abituali.
Comunque, non tutte le aziende indicano le modalità di estrazione e anche la lavorazione stessa del caffè incide sull’effettiva quantità rimanente di caffeina.
Su questo particolare devi sapere che anche la tostatura potrebbe influenzare i residui di caffeina nel decaffeinato, quindi è il caso di prestare attenzione all’etichetta, dove tutti questi dati devono essere riportati per legge.
Anche intorno al decaffeinato aleggiano delle leggende, alcune delle quali nel tempo si sono consolidate come “vere” e che possono influire sulla tua scelta di preferire il decaffeinato al caffè d’orzo o ad altre bevande alternative.
Il decaffeinato come il caffè tradizionale non fa aumentare il colesterolo, bensì il contrario.
Dopo molti anni di ricerche, gli studiosi e i nutrizionisti sono concordi con l’affermare che assumere caffè anche decaffeinato aiuta ad abbassare il colesterolo e anche a mantenere in buona salute le arterie, sempre che non si abusi con le quantità.
Chi soffre di gastrite e di reflusso gastroesofageo dovrebbe fare a meno di qualsiasi tipo di caffè e il decaffeinato non fa eccezione, in quanto irrita la mucosa.
Un altro fattore che dovresti considerare nell’assunzione del decaffeinato, è quello che indica questa bevanda come potenzialmente cancerogena e questo è stato confermato anche da un organo autorevole come l’Organizzazione Mondiale della Sanità.
La stessa ha affermato che i chicchi, in quanto tostati, quindi bruciati, sono da considerarsi nocivi per la salute, come tutti gli alimenti che subiscono questo processo di “cottura”.
La buona notizia è che le quantità assunte ogni giorno di questa gustosa bevanda sono da considerarsi assolutamente innocue riguardo a questa “controindicazione”, se non nei casi in cui ci sia un vero e proprio abuso quotidiano.
Tra le proprietà benefiche del decaffeinato c’è quello di essere ricco di antiossidanti, più di quanto non accada per quello tradizionale. Ti permetterà quindi di mantenerti più giovane a lungo e di prevenire alcune malattie legate all’avanzare dell’età.
A te, dunque, la scelta tra il caffè d’orzo e il decaffeinato.