Le cose che le donne non vorrebbero più sentirsi dire (Enrica Tesio per Women in Coffee)

Le cose che le donne non vorrebbero più sentirsi dire (Enrica Tesio per Women in Coffee)

Enrica Tesio, blogger e scrittrice torinese, ha selezionato per noi alcuni dei suoi testi dedicati alle donne dopo aver partecipato alle dirette su Instagram dell’8 marzo (qui potete vedere il suo contributo). Il primo è una lista di tutto ciò che le donne non vorrebbero più sentirsi dire. La prossima settimana il secondo, che parla di adolescenza.

Alcune cose che le donne non vorrebbero più sentirsi dire (un elenco parziale e parzialmente ironico).

1. Sei nervosa! Ti stanno arrivando?

Non siamo dei cicli ormonali con le gambe. Ma soprattutto se prima ero nervosa, dopo questa frase sarò furente. Dovrebbe esserci un girone infernale di dolori lombari, mal di testa, pelle unta e fitte al bassoventre per chi crede di essere spiritoso con quella battuta.

2. Sei fidanzata? non sono geloso.

È un approccio insopportabile (peggio c’è solo la versione in chat con faccina che fa l’occhiolino ammiccante). Non fa ridere, se ti dico che sono fidanzata probabilmente non è nemmeno vero, ma è sicuro che non ci sia interesse da parte mia. No è no.

3. Sei una donna con le palle.

Implica che una donna forte sia una donna con attributi maschili. Non è così. Una volta per tutte non siamo invidiose del pene, ci è simpatico, ci facciamo amicizia volentieri, ma questo non significa che lo vorremmo. A un uomo sensibile non si dice sei un uomo con le tube, forse con le turbe, ma è un’altra questione.

4. Dietro a un grande uomo c’è una grande donna.

Non c’è dietro e non c’è davanti. C’è di fianco. Ci si aspetta a turno: se lei resta indietro, se lui resta indietro.

5. La retorica del Siamo così, dolcemente complicate.

Ci ha onestamente stufato e nelle sere tempestose più che un uomo che ci porti le rose ne preferiremmo uno con un ombrello e un bicchiere di vino.

6. Che fortunata, lui ti aiuta (detto quando un’amica vede tuo marito/fidanzato/coinquilino stirare).

Lui non mi aiuta, lui sta con me e si fa 50 e 50, gioia e dolore, salute e malattia, cucinare e lavare i piatti. È un papà non una tata che mi dà una mano. È un compagno non un maggiordomo caritatevole.

7. Quando fai dei figli?

Non è accettabile nemmeno detta dalla vecchia zia con l’alitosi la sera di Natale, figurarsi da amiche o colleghi. Perché tu magari non li vuoi i figli e quindi è una domanda giudicante che considera la maternità un obbligo sociale. O peggio tu magari non li puoi i figli e allora è una domanda che ti colpisce e ti affonda.

8. Se io avrei una donna come te…

Non vogliamo maschi alfa, ma maschi alfabetizzati sì.

9. Non siete mai contente.

Siamo pretenziose? Forse. Preziose? Anche.

10. Decidi tu, per me è uguale.

No, non è uguale, ma forse non ti interessa abbastanza.

11. Non sei tu, sono io.

Questa non la devo neanche spiegare.

12. Noi siamo oltre le convenzioni e gli anniversari.

Che tradotto significa “mi sono dimenticato il tuo compleanno e non ti ho fatto il regalo”.

13. Se l’è cercata.

Qualsiasi cosa cerchi una donna, certamente non è un abuso.

14. Sei single? Ma una carina come te?

Non siamo cuccioli da salvare, non facciamo gli occhioni per essere scelte dalla cesta. L’amore è un imprevisto. Non è meritocratico. Non è estetico, non è etico.

15. Le donne non sanno fare gruppo.

(con aggravante: tranne quando vanno in bagno tutte insieme). Siamo capaci di essere solidali con chi ci piace, uomo o donna che sia, ma soprattutto siamo in grado di farla in solitudine. Sarebbe bello in piedi, che è una delle cose che davvero invidio agli uomini.

Enrica Tesio

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