Le cose che devi sapere prima di aprire un bar

Le cose che devi sapere prima di aprire un bar

Hai deciso di aprire un bar ma non sai come muovere i primi passi? Sei pieno di entusiasmo ma vorresti essere certo di avere tutte le carte in regola per iniziare quest’avventura? Ecco quello che devi sapere per cominciare.
Avviare un locale è un’impresa affascinante che sa dare tante soddisfazioni sia in termini economici che in termini umani. Perché, però, tu sia più consapevole della tua decisione e la tua scelta si confermi un successo, è meglio informarsi bene e farsi consigliare da esperti del settore. Ecco intanto 5 cose da sapere prima di aprire un bar.

Una buona posizione garantisce il successo

La prima cosa da decidere è che tipo di locale vuoi gestire. Un bar “di servizio”, destinato ai lavoratori che vi faranno colazione, pausa di metà mattina e pranzo, dovrà essere collocato nelle strade più frequentate. Se, invece, propendi per un “locale di esperienza”, dove si va nel tempo libero per la bontà e la particolarità di ciò che viene proposto, potrai scegliere un locale un po’ più defilato, magari con uno spazio esterno.

Individua i tuoi clienti

Prova a frequentare i bar della zona in cui vuoi aprire il tuo locale per capire qual è la loro offerta, per studiare i loro clienti e capire di cosa potrebbero avere bisogno: manca un posto carino dove ci si possa sedere a mangiare un panino? Non c’è nessuno che prepari cocktail di tendenza o caffè un po’ particolari?
Potrebbero interessare cibi senza glutine o senza lattosio? Prova a dare risposta a queste e altre domande e avrai già le idee più chiare.

Le licenze

Quello delle licenze è un capitolo importante per il quale è meglio farsi aiutare da un esperto. Dovrai capire con lui se il locale è in regola con i requisiti strutturali e urbanistici, se vi potrai cucinare, quali norme igieniche dovrai rispettare, che tipo di società dovrai costituire, come pagare le tasse sulle insegne e la licenza SIAE necessaria per poter diffondere musica.
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I corsi necessari

Se non hai esperienza in materia, dovrai mettere in conto di frequentare qualche corso, in Italia o all’estero, per gestire un locale sotto tutti i punti di vista e diventare un buon barista. Ecco, poi, i 4 corsi obbligatori per legge che dovrai seguire:
HACCP
SAB
Sicurezza sul Lavoro
Primo Soccorso
Prima di iniziare l’avventura, quindi, non lesinare il tempo dedicato alla tua formazione personale.

Valuta i costi

Avviare un locale può costare in media tra i 50.000 e i 120.000 euro. Tante sono le variabili che dovrai tenere in conto. Se però devi contenere le spese, puoi considerare l’idea di aprire un locale in franchising oppure di prendere tutti i macchinari in comodato d’uso. Anche solo quest’ultimo accorgimento ti permetterà di tagliare qualche migliaio di euro dal costo complessivo.

Come scegliere la miglior miscela per il caffè al bar

Scegliere la miscela del caffè è di importanza fondamentale per l’andamento del bar: la bontà dell’espresso offerto, infatti, è il principale fattore che invoglia il cliente a tornare e sancisce il successo del locale. Per orientarsi nella scelta occorre esaminare le variabili che, insieme, determinano la qualità del caffè:

  •  Varietà
  •  Selezione
  • Miscelatura
  • torrefazione

Varietà

Delle venticinque specie appartenenti al genere Coffea aventi rilevanza commerciale, le più diffuse sono La Coffea Arabica, la Coffea Canephora, la Coffea Liberica e l’Excelsa. La vera battaglia, tuttavia, si compie fra le prime due: la Coffea Arabica, la prima ad essere scoperta, di origine etiope, cresce in terreni vulcanici e ricchi di sali minerali a più di seicento metri di altitudine: i suoi chicchi piccoli e allungati, dall’aroma intenso, sono ricchi di oli e zuccheri; la Coffea Canephora, detta Robusta perché particolarmente resistente alle malattie e alle condizioni disagiate, può crescere in pianura e ha dei grani più piccoli e tondeggianti, meno aromatici, ma più ricchi di caffeina.

Selezione

Si basa sull’area di coltivazione, in particolare sull’altitudine, sui metodi di raccolta, a mano, a caduta o meccanici, e sulla lavorazione dei chicchi che può avvenire a secco o ad umido. Le partite di eccellenza provengono dall’Africa, dall’America del Sud e Centrale e dal Sud Est Asiatico.

Miscelatura

Presuppone la conoscenza delle qualità organolettiche delle varietà utilizzate, che vengono dosate in modo da creare il giusto equilibrio fra dolcezza e acidità ed esprimere un mix con connotazioni proprie di aromaticità e sapore.

Tostatura

In questa fase particolarmente importante e delicata si costruiscono le caratteristiche fondamentali del prodotto finale: colore, aroma, gusto, corpo.
Come valutare, dunque, la qualità di una miscela? I parametri da prendere in considerazione sono i seguenti:

1. l’aromaticità, risultato della combinazione di oltre ottocento principi aromatici e complessi
2. la corposità, o consistenza tattile avvertita nella degustazione, prodotta dagli zuccheri e dai grassi presenti
3. la dolcezza, sviluppata nella tostatura
4. l’intensità che si esprime nell’aroma, nel corpo e nel gusto
5. la rotondità, cioè il bilanciamento delle caratteristiche organolettiche che fa sì che nessuna nota predomini sulle altre, ma tutte costituiscano un insieme armonico.
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L’ alta qualità non è tutto, in quanto nella scelta occorre tenere conto dei gusti della clientela: c’è chi preferisce il caffè più dolce o più forte e c’è chi vuole variare. Per questo le aziende produttrici esperte mettono a disposizione diverse selezioni e con diverso grado di tostatura, al fine di soddisfare ogni palato.

Nella linea di prodotti per bar e caffetterie, miscele dalle composizioni classiche e ampiamente sperimentate si affiancano ad altre più fresche: sentori floreali si alternano agli aromi del cioccolato e legnosi per accontentare i consumatori più esigenti. Non può, infine, mancare il decaffeinato per chi vuole, o deve, rinunciare alla caffeina, ma non vuole perdersi il piacere del caffè.

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