Il Pos obbligatorio nei bar nel 2020: cosa c’è da sapere

Il Pos obbligatorio nei bar nel 2020: cosa c’è da sapere

È stata fissata a luglio 2020 la scadenza per l’installazione del Pos obbligatorio anche nei bar, rendendo così possibile pagare colazioni, spuntini, pranzi e aperitivi con bancomat o carta di credito.

Sicuramente un vantaggio da alcuni punti di vista, ma anche una questione dibattuta, specialmente per i costi fissi che l’installazione del dispositivo comporta per i proprietari dei bar. Oggi approfondiamo questo argomento, per comprendere meglio cosa comporta l’introduzione del Pos obbligatorio nei bar.

Il Pos obbligatorio in Italia, una panoramica

In Italia, il primo passo per introdurre l’obbligo per commercianti – quindi anche baristi e proprietari di locali – di accettare pagamenti elettronici, risale al 2012, con il Decreto crescita 2.0, decreto legge 179/2012 art 15 co.4, emanato dal governo Monti, che prevede l’obbligo a partire dal 1 gennaio 2014.

Il successivo governo Letta, proprio a inizio 2014, tramite un decreto Mise – Ministero dello Sviluppo Economico, stabilisce poi che il tetto minimo perché l’obbligo sia effettivo è di 30 euro: per spese inferiori a quella cifra, il vincolo viene meno.

In concomitanza al decreto Mise, la data di entrata in vigore viene spostata al 30 giugno 2014, senza però stabilire sanzioni per chi lo avesse violato.

Il governo Renzi decide di affrontare nuovamente l’argomento nel 2015 in previsione del 2016, e viene anche abbassato il tetto di obbligo da 30 a 5 euro

La questione rimane aperta fino al 2018, quando viene affermato che, in ogni caso, un decreto ministeriale non ha rango di legge, perciò siamo in presenza di quella che si potrebbe definire un’indicazione o, in termine tecnico, un onere per commercianti e professionisti. 

Ultimo a pronunciarsi sul tema è stato l’attuale governo Conte, che ha fissato appunto a luglio 2020 la data per provvedere a installare il Pos nei locali commerciali, e quindi anche nei bar, prevedendo una finestra di tempo per intervenire sulle commissioni bancarie e le spese fisse legate alla presenza del Pos. 

È proprio questo, infatti, il principale problema dell’utilizzo di questo dispositivo: vediamo meglio di cosa si tratta.

Quali sono le spese fisse legate al Pos obbligatorio nei bar?

Il Pos obbligatorio nei bar nel 2020: cosa c’è da sapere

Proprio in vista di questa nuova scadenza fissata per il 2020, Federcontribuenti è intervenuta sulla questione, analizzando alcune voci di spesa inerenti al Pos:

  • costo installazione
  • costo canone mensile
  • costo transazione
  • costo percentuale sulla transazione eseguita.

Dall’esame di queste voci, secondo Federcontribuenti, è emerso che il canone mensile oscilla tra i 20 e 50 euro mensili a carico dell’esercente, a cui bisogna aggiungere il canone sul conto corrente bancario, l’IVA e le spese di commissione. Secondo questa analisi, il costo fisso medio è di almeno 2.000 euro all’anno.

È quindi evidente che la principale problematica relativa al Pos obbligatorio nei bar ha proprio a che fare con le spese fisse che, se si potessero abbassare, renderebbero possibile l’utilizzo di questo dispositivo anche per piccoli importi, facilitando così la vita a tutti, sia a chi paga che a chi riceve il pagamento.

Il gap temporale previsto dal governo Conte lascia appunto spazio per queste manovre fino a luglio 2020.

Pos obbligatorio nei bar, la situazione oggi: cosa cambierà da luglio 2020?

Il Pos obbligatorio nei bar nel 2020: cosa c’è da sapere

Il testo della Legge di Bilancio 2020 è stato approvato dalla Camera il 23 dicembre scorso, e il 30 dicembre 2019 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale con riferimento Legge n. 160 del 27/12/2019. 

A luglio, quindi, la situazione cambierà rispetto a ora:

  • l’installazione del Pos sarà obbligatoria nei bar
  • per l’esercente che rifiuta la transazione è prevista una sanzione di 30 euro + il 4% del valore della transazione rifiutata.

Questo, per valorizzare e rendere pratica abituale l’utilizzo del pagamento elettronico, di cui si evidenziano alcuni vantaggi, tra cui la comodità per il cliente stesso e la possibilità di tracciare i pagamenti, evitando quindi riciclaggio e movimentazioni scorrette. 

Il nostro consiglio è quello di rimanere aggiornati consultando i testi ufficiali e confrontandosi sempre con il proprio commercialista e con i professionisti di riferimento, per essere certi di adempiere agli obblighi di legge e sapere come muoversi quando sarà in vigore questa importante novità.

Ti interessa aprire un bar e vorresti avere un’idea dei costi da affrontare? Leggi l’articolo dedicato!

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