I risultati dei Cook Awards, per premiare chi esprime il vero valore del cibo

I risultati dei Cook Awards, per premiare chi esprime il vero valore del cibo

Martedì 11 novembre sono stati proclamati a Milano i vincitori dei Cook Awards, i premi con cui la testata Cook del Corriere della Sera valorizza i talenti di professionisti – cuochi, scrittori, divulgatori, giornalisti, produttori, attivisti – che con i loro progetti esprimono il vero valore del cibo.

Il cibo non è solo un piatto, non è solo un insieme di ingredienti e ricette, ma è un vero e proprio sistema di contenuti, connessioni e competenze

Caffè Vergnano, insieme a Levoni e Zonin1821, è stato partner di questa preziosa iniziativa volta a creare cultura e condivisione attraverso la gastronomia.

I vincitori dei Cook Awards: ecco chi sono

I vincitori sono stati cinque: Caterina Ceraudo, Giuseppe Monti, Anna Kauber, Carla Lalli Music e Michele Lazzarini. 

Talenti che portano avanti progetti diversi uniti dal minimo comun denominatore dell’impegno attivo nei confronti di tutto ciò che il cibo rappresenta.

Caterina Ceraudo, per esempio, esprime questo attivismo nel suo ristorante stellato “Dattilo”, in provincia di Crotone. A lei, il premio “Donne del cibo”, per sottolineare il valore che il ristorante sta portando in una terra difficile, dove la cucina può contribuire a creare unione, prestigio e rinnovamento.

Michele Lazzarini, chef di 28 anni che lavora nella brigata di Norbert Niederkofler, è stato nominato “Chef novità dell’anno”: è riuscito, infatti, ad affinare la tecnica culinaria a tal punto da utilizzare in un ristorante tristellato solo ingredienti che vengono dalla montagna. 

La regista Anna Kauber si è aggiudicata invece il premio “Food reporting” raccontando la vita delle donne pastore in Italia con il documentario In questo mondo.

Giuseppe Monti ha vinto poi il riconoscimento “Progetto sostenibile” facendo lavorare cuochi migranti al rifugio Carducci, sulle Dolomiti.

Il riconoscimento “Libri di cucina” è stato assegnato a Carla Lalli Music, food director di Bon Appétit, che ha scritto Where cooking begins, un libro per avvicinare di nuovo le famiglie ai fornelli con ricette facili, creative e alla portata di tutti. 

La giuria e il percorso di selezione dei Cook Awards

Il percorso per eleggere i vincitori è durato più di tre mesi: prima sono state raccolte le candidature segnalate dal pubblico, tra le quali i giurati hanno scelto cinque finalisti per ogni categoria. Infine, tra questi è stato decretato il vincitore.

In giuria, oltre ai lettori di Cook che hanno votato il loro finalista preferito, professionisti, imprenditori del settore food: Carolina Vergnano, owner di Caffè Vergnano, Irene Berni, food writer, Marco Bolasco, direttore dell’area enogastronomia di Giunti, Lucio Cavazzoni, cofondatore di Good Land, Massimo Donà, filosofo, Anissa Helou, chef e food contributor per Los Angeles Times e Guardian, Fabrizia Lanza, direttrice di Anna Tasca Lanza Cooking School, Marella Levoni, direttore comunicazione di Levoni, Carlo Petrini, presidente di Slow Food, Mimi Thorisson, food writer, Francesco Zonin, vicepresidente di Zonin1821.

Il ruolo sociale del cibo: creare valore

I risultati dei Cook Awards, per premiare chi esprime il vero valore del cibo

Oltre ai talenti premiati, sono arrivati in finale alcuni progetti davvero meritevoli per il loro ruolo sociale: un caffè-panetteria in un campo profughi in Iraq per dare lavoro alle donne, un’iniziativa rivolta ai malati di cancro che vengono aiutati a scoprire preparazioni gustose e sane per le papille rovinate dalle terapie, chi insegna a cucinare ai migranti a Londra. 

Come ha sottolineato Angela Frenda, responsabile editoriale di Cook, lo scopo del premio è proprio portare l’attenzione del pubblico e delle imprese al valore che il cibo esprime, andando ben oltre il semplice piatto. Il cibo è un collante, un aggregatore sociale, un motore potentissimo che dà energia alle persone e le lega al territorio attraverso la convivialità. 

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