Angolo del barista
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Il rito del caffè al bar, un’abitudine tutta italiana. Il momento di socialità che più è mancato alle persone. Perché la caffetteria è da sempre il […]
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Quali caratteristiche deve avere un bar di successo? In un mercato competitivo come quello in cui operano i bar è giusto interrogarsi per capire come ricostruire in modo vincente l’esperienza della caffetteria.
Ambientazione, caratterizzazione, servizio, qualità, orari di apertura estesi e un caffè camaleontico capace di adattarsi ai vari momenti della giornata sono gli ingredienti fondamentali.
SPECIALIZZAZIONE E CARATTERE
Tra le caratteristiche che deve avere un bar di successo la prima è sicuramente l'identità. Questa deve essere chiara, capace di rimanere impressa nella mente del pubblico e di interpretare nuovi trend e richieste del mercato.
La capacità di rendersi immediatamente riconoscibili permette di orientare la scelta del cliente e la sua fidelizzazione. E' bene quindi decidere su cosa specializzarsi, sempre tenendo ben a mente il contesto in cui si opera, e farlo bene. Non è difficile immaginare ad esempio che molti bar sposeranno, per scelta ma anche per necessità legislativa, buone pratiche green e orientate alla sostenibilità. Proporranno così ingredienti a filiera corta, arredi naturali, e allestiranno aree di raccolta differenziata coinvolgendo in questo circolo virtuoso anche i propri interlocutori. Altri locali probabilmente si caratterizzeranno per un approccio salutistico o si specializzeranno su un momento di consumo specifico (es. la colazione). Qualcuno cavalcherà l’onda delle proposte di nicchia proponendo gli specialty coffee o la mixology, e altri, ancora, punteranno su attività creative collaterali.
Ma attenzione: specializzazione non significa rigidità, al contrario, capacità di adattamento e flessibilità restano valori cardine. Per diventare un punto di riferimento per lo svago e la condivisione, un locale deve essere capace di adattate l'offerta ai vari momenti della giornata. Dalla colazione all'aperitivo, il bar di successo rispetta i ritmi di vita contemporanei con un'offerta adeguata, in termini di cibo, intrattenimento e servizio.
LUOGO ESPERENZIALE
È ormai noto che ci si rapporta con una clientela che negli ultimi anni è diventata più preparata ed esigente. Il bar cambia pelle. Non è più il semplice luogo di passaggio, ma un vero e proprio punto di riferimento che promette un coinvolgimento a 360 gradi. Divani, aree di relax, postazioni di lavoro, presenza di wi-fi, il locale diventa un luogo in cui oltre ai prodotti, viene offerto molto di più. L’esperienza (non solo di consumo) che saremo in grado di far vivere ai nostri clienti resterà impressa nella memoria, permetterà di creare reale affezione perché pone al centro il consumatore, le sue esigenze e gusti. Ne consegue la necessità di capire a fondo su quali punti di forza vogliamo concentrarci e a quale tipologia di pubblico rivolgiamo la nostra offerta. Nulla deve essere lasciato al caso o all’improvvisazione. Nel tempo questa corrispondenza tra ciò che vogliamo offrire e il nostro target va monitorata e, se necessario, corretta, per non disattendere mai le aspettative.
PERSONALE QUALIFICATO
Come detto, sempre più ci troveremo di fronte ad un consumatore che si aspetta di trovare risposte ad ogni sua esigenza specifica. Menu pensati per le intolleranze e altri dedicati a salvaguardare precise scelte alimentari -come vegani o vegetariani- sono solo alcuni esempi. La risposta di qualità e la diffusione di una cultura alimentare potranno essere attuabili solo con la presenza di personale qualificato. Investire sulla sua preparazione e professionalità, limitando il più possibile il turnover, sarà imprescindibile per fornire ai clienti informazioni chiare e precise su ciò che consumano, ma anche per distinguersi di fronte ad un’offerta così indifferenziata.
Nel caso specifico dell’espresso, la conoscenza oggi è veramente molto limitata: il barista spesso non è in grado di trasferire il valore della materia prima, della filiera alle spalle e del suo stesso lavoro. Anche a causa del recente vissuto, il cliente cercherà e chiederà un’esperienza diversa, che il barista deve intercettare per una più rapida ripresa dei consumi. Il cliente deve pagare per quello che riceve, dalla materia prima al servizio.
Non bisogna mai dimenticare che ciò che rende un bar un locale di successo è “l’essere migliori degli altri”, e questo può essere garantito solo investendo su preparazione, studio, creatività ed entusiasmo. Percorsi formativi specifici che permettano di consolidare ed accrescere le conoscenze hanno anche l’effetto positivo di motivare e gratificare il dipendente nel lungo periodo.
TECNOLOGIA E SOCIAL
Offerta, carattere, qualità: tutto però inserito in un ambiente curato, accogliente e, inutile a dirsi, instagrammabile. Perché l'aspetto tecnologico e la condivisione sui social non possono più essere tralasciati! I dati di oggi parlano chiaro: la gestione del web e dei social è una delle leve su cui il gestore illuminato deve investire, per poter rimanere in contatto con la propria clientela e continuare la relazione anche fuori dal locale. Quindi attenzione alle foto, ma anche ai video pensati per le Instagram Stories o per Youtube. Non dimenticate, infine che i social media permettono ai clienti di rilasciare recensioni che, se positive, possono portare ad un incremento di clientela e ai gestori di informare un pubblico allargato su promozioni o eventi.
Nemmeno in questo caso va tralasciata però la preparazione: ogni social o strumento tecnologico ha regole proprie che vanno conosciute ed applicate.
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Arabica o Robusta? Dolce o intensa? Scegliere la miscela giusta per il proprio bar è uno dei compiti più importanti che un barista deve svolgere. Nella bontà dell’espresso risiede il più delle volte il successo di un locale.
La premessa è però doverosa. Non basterà una miscela eccellente per fare davvero la differenza, ma sarà cruciale anche la mano del barista. Un espresso eccellente nasce dalla materia prima ma è il risultato anche della capacità dell'operatore nella preparazione e della manutenzione delle attrezzature.
IL RUOLO DEL TORREFATTORE
Per selezionare la miscela perfetta, l’identificazione del torrefattore è il primo passo.
In Italia il caffè non viene quasi mai bevuto in mono origine, ma l’espresso nasce da una combinazione di più varietà. Le miscele sono vere e proprie ricette che ogni torrefattore crea e custodisce gelosamente. Nelle sue mani risiede la capacità di selezionare le migliori piantagioni, la conoscenza delle caratteristiche di ogni singola provenienza, la sapienza nel bilanciamento di caffè diversi per la creazione di gusti unici e inconfondibili. Il torrefattore ha a che fare con un elemento naturale e per questo soggetto a cambiamenti climatici e a variazioni annuali di raccolto. Come un abile cuoco, si trova spesso a ridefinire la miscela per continuare a garantire costanza di gusto, facendo forza sulla complementarietà delle diverse tipologie.
La preparazione sulle varie origini e sulla loro resa dovrebbe poi influenzare la tostatura al punto che i più abili ne definiscono una singola per ogni varietà, per conservarne ed esaltarne le peculiarità.
Un torrefattore che ha a cuore il proprio importante e difficile lavoro desidererà che questo culmini in una tazzina ad alto valore aggiunto, mettendo a disposizione del barista strumenti di conoscenza e corsi di formazione specifica.
ARABICA O ROBUSTA?
Sfatiamo subito un mito: le miscele ad alto contenuto di Arabica rappresentano sempre l’eccellenza. Questa credenza non è assolutamente vera. Tutto dipende dalla materia prima selezionata: varietà di Robusta di alto livello superano in qualità specie di Arabica non particolarmente pregiate. Ancora una volta, quindi, la conoscenza del torrefattore attraverso gli strumenti che mette a disposizione dei baristi – tra cui la possibilità di far toccare con mano il caffè crudo, di assaggiare, di vedere in loco il processo produttivo - gioca un ruolo fondamentale.
Nelle miscele pensate per il bar, in ogni caso, Arabica e Robusta sono entrambe importanti, perché assolvono a funzioni diverse. Generalizzando, le prime conferiscono alla miscela dolcezza, aroma e un po’ di acidità; le specie di Robusta danno carattere, intensità e crema in tazza. Si consideri poi che che le miscele ad alto contenuto di Arabica sono più difficili da lavorare e richiedono più abilità soprattutto in fase di macinatura ed estrazione.
REGIONE CHE VAI, GUSTO CHE TROVI
La varietà di gusti e tradizioni che caratterizza il nostro Paese si riflette anche nella tazzina di caffè da cui ci si aspettano aromi più dolci e leggeri nel Nord Italia e più intensi e forti al Sud. L’identificazione della ricetta giusta è affare complesso ma le possibilità offerte dalle torrefazioni sono molteplici, con ampia proposta di miscele diverse per percentuale di Arabica e Robusta. I baristi delle regioni più settentrionali si orientano solitamente su miscele composte da Arabica pregiate e bilanciate da una bassa percentuale di Robusta (circa il 20-30%), mentre quelli delle zone più meridionali prediligono miscele più strutturate, in cui i caffè Robusta siano presenti in percentuale elevata.
Al di là della collocazione geografica del bar, un buon gestore conosce la propria clientela (o studia quella potenziale) e stabilisce, sulla base dei suoi gusti, il caffè più adatto (e la tazzina giusta per servirlo!). Questa comprensione del cliente costruisce fidelizzazione sul lungo periodo perché gli permette al barista di non disattenderne le aspettative.
IL VALORE AGGIUNTO
In un momento di grande dibattito sul prezzo giusto cui vendere l’espresso, la riflessione deve partire dal valore di quel che viene offerto in tazza. Un valore che è il risultato di un percorso complesso, ma che si basa essenzialmente sul talento del barista nello scegliere partner di qualità, capaci di basare la propria offerta non solo in termini di attrezzature in comodato ed aiuti economici, nella sua preparazione rispetto alla materia prima e alla lavorazione, nella capacità di trasferire esperienza ad un cliente di cui si conoscono gusti e preferenze.
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Esportata e presa ad esempio in tutto il mondo, da sempre l’ospitalità ci caratterizza come popolo. La caffetteria è diventata uno dei luoghi simbolo del nostro paese per l’assiduità con cui la frequentiamo e per le abitudini, dal caffè al bar a colazione fino ai cocktail dell’aperitivo, che fanno parte del nostro quotidiano.
Luoghi di consumo di successo, come dimostra il fenomeno dell’italian sounding che colpisce oltre ai nostri prodotti agroalimentari anche ristoranti e bar storici, le nostre caffetterie sono replicate e vendute all’estero come autentiche italiane per attirare turisti e clienti.
A cosa si deve il successo del bar all’italiana?
Fondamentalmente, ad una sola ragione. Gli italiani hanno saputo far propria un’esperienza caratterizzandola con peculiarità che gli stranieri un po’ ci invidiano e un po’ non comprendono a fondo.
LA COLAZIONE ITALIANA
Agli italiani piace trascorrere il tempo fuori casa e farlo nei luoghi più aperti e caratteristici possibile. A differenza di altri popoli, noi non rinunciamo, anche d’inverno, a concederci momenti di piacere fuori dalle mura domestiche. La colazione al bar prima di andare a lavoro rappresenta di certo una delle coccole preferite che ci concediamo. Il caffè, e le sue varianti, con cornetto è il modo più gettonato per iniziare la giornata e rappresenta un rito irrinunciabile.
Il bar italiano sa accogliere tutti. Ospita chi in solitudine vuole leggere il giornale sorseggiando un espresso ma anche chi cerca la carica e accompagna al chiacchiericcio una colazione più sostanziosa.
L’ESPRESSO AL BANCONE
Il caffè in piedi al bancone del bar è una delle abitudini che gli stranieri non capiscono pienamente, tanto che è praticamente impossibile ritrovarla fuori dall’Italia. Pochi minuti utili a spezzare la giornata lavorativa: la pausa al bar è irrinunciabile per acquisire la giusta carica ed energia. Il bancone rappresenta una sottile linea di confine che permette a chi lo desidera solitudine e riflessione, ma è anche luogo in cui poter trovare socialità.
Leggi articolo dedicato all'organizzazione del banco bar
Corto, lungo, macchiato, corretto, la conoscenza della variante preferita dal cliente permette al barista di instaurare con lui un clima di fiducia. La sua capacità poi di rendere personale e famigliare il momento del consumo gli garantirà fedeltà e affezione.
A FINE PASTO, L’ESPRESSO
Il mangiare e il bere bene in Italia non sono oggetto di discussione, e questo prevede una conclusione all’altezza: per terminare il pranzo e/o la cena, gli italiani scelgono il caffè, non sono ammesse varianti. Cappuccino e latte macchiato sono prerogative della colazione, mentre al di fuori del bel Paese non solo vengono ordinati in qualsiasi ora del giorno, incluso a fine pasto, ma spesso vengono anche azzardati abbinamenti strani, con cibi salati ad esempio.
LA COMPAGNIA
Il bar italiano è innanzitutto luogo di svago e lo svago prevede, il più delle volte, la giusta compagnia.
Al bar la relazione è quasi inevitabile e la socialità può avvenire tra perfetti sconosciuti, colleghi o tra amici. “Andiamo a prendere un caffè assieme?” è molto più di un invito a consumare una bevanda, è una richiesta di tempo per condividere momenti, pensieri, idee e riflessioni. Davanti ad una tazzina di caffè il confronto è favorito e, esattamente come capita col cibo, l’atto del consumo diventa un vero e proprio rito sociale in cui possono consolidarsi rapporti e vengono abbattute barriere.
L’ACCOGLIENZA
A meno che non si tratti di un’esigenza legata ad un passaggio, la scelta del bar da parte del cliente non è quasi mai casuale. Gli italiani hanno un posto del cuore, in cui si recano abitualmente, un ambiente famigliare o comunque capace di restituire un’esperienza di consumo specifica. Sta al barista l’abilità nel creare l’atmosfera giusta, capace di colpire i sensi, di essere memorabile e quindi ricercabile nuovamente. Certo, per noi italiani è più facile: l’attitudine all’accoglienza fa parte del nostro dna, così il far sentire una persona gradita e crearle le condizioni di consumo migliori è una delle attitudini dei nostri baristi.
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Buongiorno a voi coffee lovers, a voi che vi svegliate meglio se avete già nelle narici il profumo della caffettiera sul fuoco. A voi che scegliete con cura la tazzina perfetta per assaporare l'amata bevanda nera. A voi, che usate la scusa “ci vediamo per un caffè?” per assaggiare una volta in più la vostra bevanda preferita, e a voi, che se avete un dubbio da risolvere, una domanda a cui dare risposta, un problema da affrontare … vi “caricate” con in mano un bel caffè.
E buongiorno a voi, che fare il caffè è il vostro lavoro.
Voi, che un bar lo possedete o in un bar lavorate, e sapete bene che in quel primo caffè della giornata, in quella tazzina bevuta di corsa alle due del pomeriggio, in quei caffè serviti a quei due ragazzi che si guardano negli occhi c’è molto di più che semplice polvere macinata e molecola di caffeina.
In quei caffè ci sono speranze e sogni, c’è energia, c’è voglia di fermarsi un attimo, raccogliere le idee e ricominciare: voi lo sapete, che un caffè non è mai “soltanto” un caffè.
Ecco, questo articolo è per tutti voi: oggi vedremo che, soprattutto se servito nella tazzina giusta, il caffè esprime al meglio le sue potenzialità.
La tazzina di caffè perfetta: quali caratteristiche deve avere?
Se l’incontro con la tazzina è il primo passo della “coffee experience” è vero anche che nella tazzina di caffè perfetta nulla è lasciato al caso. Vediamo insieme quali sono le caratteristiche che deve avere:
- Capienza: la capienza deve essere di 60 ml, massimo 90 ml.
- Materiale: deve essere resistente e dotato di buona inerzia termica per conservare il giusto calore. Il materiale perfetto per una tazzina di caffè è la porcellana, particolare tipo di ceramica che viene cotta tra i 1300 e i 1400 gradi e conserva quindi le sue proprietà organolettiche, anche a contatto con liquidi molto caldi.
- Colore: il colore ideale è il bianco (e questo conferma l’ottima scelta della porcellana). Il bianco, infatti, permette di percepire con naturalezza il colore della bevanda e le diverse sfumature della crema in superficie.
- Bordo: il bordo a cui si appoggiano le labbra deve essere sottile, perché trasmette un senso di maggior finezza e permette di gustare meglio la crema.
- Fondo: anche il fondo deve rispecchiare alcune caratteristiche e la più importante è la curvatura. Deve, infatti, essere privo di spigoli e angoli, anche per permette di mescolare il caffè a chi desidera aggiungere lo zucchero.
- Diametro: il diametro può essere variabile e non deve essere troppo piccolo. La sua dimensione deve essere sufficiente per sperimentare appieno l’esperienza olfattiva, ovvero il primo incontro che abbiamo con il caffè.
I dettagli che fanno la differenza
La tazzina di caffè perfetta, quindi, è di porcellana bianca, dal diametro largo e dal bordo sottile, con fondo curvo.
Altri dettagli importanti sono sicuramente il manico e il piattino: il manico è fondamentale per l’impugnatura, il piattino per la stabilità nel momento in cui la tazzina viene servita.
Il manico dovrà essere quindi facilmente impugnabile, non troppo piccolo né troppo grosso, permettendo di tenere in mano la tazzina senza avvertire troppo il calore.
Il piattino dovrà essere sufficientemente grande per appoggiarci sopra tazzina e cucchiaino.
Un vero amante del caffè non è detto che noti tutti questi dettagli, ma possiamo stare certi che apprezzerà l'esperienza complessiva.
Sono i dettagli che fanno la differenza, sia quando il caffè viene bevuto in piedi, di corsa, in un mattina di pioggia, sia quando viene sorseggiato con calma, tra parole, chiacchiere e sorrisi.
Provate rapidamente a pensare a quante storie d’amore felici, amicizie eterne, rapporti di lavoro duraturi, discorsi complessi, grandi annunci hanno avuto come palcoscenico una tazzina di caffè: è proprio qui che ci vuole la tazzina perfetta, per accompagnare i piccoli momenti che fanno la differenza nella vita.
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CHI SONO
I membri della generazione Z hanno meno di 25 anni e sono i nati tra il 1995 e il 2010. Data la loro giovane età, vivono per lo più in famiglia e ne influenzano le scelte d’acquisto.
Nativi tecnologici ed esperti di social media, in primis Instagram, prediligono l’utilizzo delle immagini alle parole. Ma questo non si traduce in superficialità, anzi, mostrano grande interesse verso il lavoro, l'indipendenza economica, l’ambiente, la parità di genere e l’inclusione sociale.
La predilezione per la tecnologia non li allontana dal mondo fisico e ricercano nel contatto umano sicurezza e stabilità.
I giovanissimi sono consumatori attenti, leggono le etichette, si interessano di quello che comprano. In particolare, prediligono le aziende capaci di fornire loro un racconto ad alto valore (dalle materie prime alla produzione, fino ai risvolti di impegno sociale). Sebbene non si affezionino in modo particolare a brand specifici, sposano quelli che si dimostrano attenti alla qualità e al rispetto dell’ambiente e delle persone.
IL RAPPORTO DEI GIOVANI CON IL CAFFÈ
La nostra ricerca rileva che il caffè è consumato dal 95% degli intervistati, ed è bevuto sia in casa (la moka è preferita al 53%, in alternanza a capsule e cialde) che fuori.
Lo scelgono innanzitutto per il gusto, poi per l’energia che apporta ed infine per accompagnare un momento di pausa. Consumato preferibilmente la mattina e il pomeriggio, l’espresso è soprattutto in compagnia.
Il 70% degli intervistati beve 1-2 caffè al giorno a casa. L'acquisto viene fatto su diversi canali, il supermercato in primis, seguito dall’e-commerce dell’azienda produttrice e poi da Amazon.
Sono molto curiosi rispetto al mondo dell’espresso, di cui amano scoprirne ogni aspetto, in particolare quelli relativi alla parte produttiva, alle preparazioni, alla storia.
SIA AL BAR CHE ON LINE
La frequentazione del bar rientra sicuramente tra le abitudini dei giovanissimi. Il 32% vi si reca ogni giorno, il 33% da 1 a 3 volte a settimana, e il 13% addirittura più volte al giorno. Vi ordinano soprattutto l’espresso (74%), seguito dal cappuccino (49%), mentre altre bevande come il ginseng non sono particolarmente amate (17%).
Il bar rappresenta uno dei luoghi di ritrovo di eccellenza, dove trascorrere il tempo libero, sperimentare, offline, i rapporti umani e coltivare le amicizie.
I membri della generazione Z si dichiarano abbastanza fedeli al bar di fiducia, ma non disdegnano provare posti nuovi. La scelta della location è influenzata dall’offerta extra (disponibilità area di studio, wi-fi…) e dall’esperienza proposta, ad accompagnamento del caffè. La qualità resta prioritaria, ma il racconto di ciò che viene servito e la capacità di essere ingaggiati con contenuti interessanti sono elementi che fanno la differenza. A guidare la scelta della caffetteria ideale incide anche la possibilità di provare nuovi metodi di estrazione, e di confrontarsi con un barista preparato.
Grande attenzione deve essere posta sul cibo che preferiscono fresco, prodotto sostenibilmente, biologico, con ingredienti naturali di cui conoscono l’origine. Avvezzi alla sperimentazione, amano combinazioni di sapori originali e contaminazioni da altre culture, con un occhio di riguardo alla salute.
La tecnologia è sicuramente al centro della vita dei membri della generazione Z. La utilizzano per semplificare la loro vita, chiedendo quindi la possibilità di pagamenti digitali o l’adesione a programmi fedeltà integrati nei loro smartphone. Non sono tuttavia disposti a rinunciare al contatto umano, continuando a preferire all’online il negozio fisico.
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Le regioni restano nelle zone indicate per minimo 2 settimane, poi vengono ridefinite le assegnazioni che possono essere confermate o meno per le 2 settimane successive.
Colori delle regioni: regole e divieti diversi per la ristorazione
In tutta Italia - coprifuoco dalle 22 alle 5, salvo per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute.
ZONA ROSSA
LOMBARDIA, PIEMONTE, CALABRIA, VAL D’AOSTA.
Attività di ristorazione: CHIUSE
Aree servizio, negozi alimenti e bevande nelle aree di servizio lungo le autostrade, negli ospedale e negli aeroporti: APERTE
Mense e attività di catering continuativo: APERTI
Servizio Asporto: CONCESSO FINO ALLE 22, ma divieto di consumare sul posto o nelle vicinanze.
Consegne a domicilio: CONCESSE, SENZA LIMITI DI ORARIO
Centri commerciali: CHIUSI (tranne i negozi di generi alimentari e le altre attività essenziali presenti all’interno: edicole, farmacie, parafarmacie, tabacchi).
Negozi al dettaglio: CHIUSI (tranne alimentari, farmacie, parafarmacie, edicole, parrucchieri e barbieri).
ZONA ARANCIONE
PUGLIA, SICILIA
Attività di ristorazione: CHIUSE
Mense e attività di catering continuativo: APERTI
Servizio Asporto: CONCESSO FINO ALLE 22, ma divieto di consumare sul posto o nelle vicinanze.
Consegne a domicilio: CONCESSE, SENZA LIMITI DI ORARIO
Centri commerciali: APERTI, ma chiudono nei festivi e nei prefestivi (tranne i negozi di generi alimentari e le altre attività essenziali presenti all’interno: edicole, farmacie, parafarmacie, tabacchi).
ZONA GIALLA
Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Friuli Venezia Giulia, oltre alle province autonome di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto.“
Attività di ristorazione: APERTE DALLE 5 ALLE 18
Aperte anche la domenica a pranzo.
Resta la regola del massimo 4 persone per tavolo
Servizio Asporto: CONCESSO FINO ALLE 22, ma divieto di consumare sul posto o nelle vicinanze.
Consegne a domicilio: CONCESSE, SENZA LIMITI DI ORARIO
Centri commerciali: APERTI, ma chiudono nei festivi e nei prefestivi (tranne i negozi di generi alimentari e le altre attività essenziali presenti all’interno: edicole, farmacie, parafarmacie, tabacchi).
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Il nuovo Dpcm del 3/11/2020, con decorrenza dal 6/11, acuisce le strette per i servizi legati alla ristorazione. Nelle zone arancioni e rosse bar e ristoranti chiusi; in quelle gialle l'apertura è comunque limitata dalle ore 5 alle ore 18. Ovunque sono concessi asporto (fino alle 18) e delivery: proprio a queste due ancore si aggrappano agguerriti i ristoratori d'Italia, non senza difficoltà.
Una categoria, quella di baristi e gestori, che ha dovuto subire in poco più di sei mesi due chiusure forzate di cui questa seconda arriva a gettare nuovamente sconforto dopo le ingenti spese per l'adeguamento dei locali alle nuove norme igienico-sanitarie. E soprattutto dopo che una timida ripresa sembrava essersi avviata, grazie alla concessione gratuita di spazi sul suolo pubblico, al consumo nei dehors e alla voglia delle persone di riappropriarsi del rito del bar, che amano e sentono parte del loro quotidiano.
Seppur consapevoli che non sarà possibile mantenere volumi e fatturato dei tempi migliori, però, questa volta molti ristoratori e baristi fanno tesoro dell'esperienza acquisita e non demordono, potenziando, in sicurezza, i servizi che possono continuare ad offrire, senza rinunciare alla qualità.
Cuore e coraggio per affrontare questa nuova sfida.
A tutti noi - sì, anche a noi che viviamo nella zona rossa - è sotto gli occhi uno scenario diverso da quello della scorsa primavera. Ne sono testimonianza le code davanti ai locali, in attesa di un espresso caldo o della colazione. Le vetrine riportano cartelli sulla limitazione del servizio e invitano ad allontanarsi per il consumo, ma le serrande di molti bar questa volta sono alzate. E ciò basta a mantenere vivaci le città e alto il morale delle persone.
Quale sia il grande sacrificio dietro alle quinte è facilmente intuibile anche per i non addetti ai lavori. Dall'accettazione per numeri che con probabilità non torneranno di nuovo alla capacità di adattare la propria offerta. Dai tentativi di scongiurare i licenziamenti convertendo camerieri in fattorini alla ricerca di nuove abilità per promuovere la propria attività nel modo più efficace possibile.
A questi baristi e ristoratori, che nonostante tutto continuano a offrirci un sorriso e una parola di conforto oltre alla tazzina, va il nostro pensiero. Come clienti e come torrefattori li ringraziamo, animati da quella stessa passione, coraggio e voglia di offrire molto di più di un semplice caffè.
I locali Caffè Vergnano che offrono i servizi di asporto e consegna a domicilio sono tantissimi, in tutta Italia. Scopri quelli più vicini a te
Il Natale è ovunque il momento di atmosfere gioiose che possiamo portare nel nostro bar allestendo originali vetrine natalizie e apportando pochi altri accorgimenti.
Ecco alcuni nostri consigli. Ricorda in ogni caso di non esagerare con le decorazioni, di puntare sulla semplicità e originalità e, soprattutto, di non stravolgere la tua identità.
La vetrina: il biglietto da visita
Per molti respirare il clima natalizio significa passeggiare in quei giorni per le strade illuminate a festa circondati da addobbi e festoni, aggirarsi nei mercatini in cerca di idee regalo, entrare in un ristorante, in un bar o in un negozio ed ammirarne le decorazioni e gli abbellimenti. Per un locale il colpo d’occhio è fondamentale e invoglia i potenziali clienti ad entrare. Perciò già le vetrine, che catturano lo sguardo e l’attenzione di chi passa, vanno allestite e decorate con massima cura.
Innanzitutto non devono essere troppo piene e caotiche. Se ti manca la fantasia, lasciati ispirare dagli allestimenti che puoi trovare su internet. Non dimenticare, in ogni caso, di esporre prodotti in vendita nel tuo locale o di pensare ad offerte regalo natalizie. Ad esempio proponi ai tuoi clienti tessere omaggio per caffè, che possono tenere per sé o regalare a qualche amico o parente. Sulle vetrine natalizie, particolarmente impattanti sono gli stickers da vetro. Cristalli di neve, alberelli e ghirlande contribuiranno a far risplendere il tuo locale e, a fine periodo, sono facilmente removibili.
Prima di acquistare addobbi e decorazioni, guarda con nuovi occhi il materiale che hai a disposizione. Sgabelli, tavolini, espositori di dolciumi, lattine di caffè possono sorprendentemente diventare protagonisti della tua vetrina. Con i tappi, se sei particolarmente abile, puoi creare originali ghirlande a costo zero. Il riciclo, soprattutto in un Natale difficile come questo, sarà la parola d’ordine.
Il locale e il servizio
Passiamo ora all’interno del tuo locale.
Scegli pochi oggetti e non troppi colori su cui puntare per creare un’atmosfera accogliente, capaci di rispecchiare la tua identità e le aspettative del cliente. Gli elementi su cui puntare sono, oltre alle vetrine, porta di ingresso, bancone e tavolini. Sicuramente una piccola candela natalizia dalla delicata profumazione aromatica su ogni tavolo contribuirà a creare un’atmosfera calda e suggestiva.
Personalizza il servizio accompagnando ogni espresso con cioccolatini dagli incarti o dalle forme natalizie, oppure pensando ad un gadget da omaggiare ai clienti più fedeli. Non dimenticare che una delle esigenze del periodo è scaldarsi durante gli acquisti: attrezza il locale con bicchieri e tazze take away e vassoi per l’asporto.
Per i più piccoli non dimenticare di allestire, anche se piccolo, un alberello sotto cui potrai porre pacchetti regalo con i prodotti del tuo bar. Ancora per loro, un’idea originale è quella di predisporre in un angolo del locale una cassetta postale per la raccolta delle letterine.
Concludendo, gli elementi ci sono tutti … e che il Natale sia con te!
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Il bar, come "una volta"
Vivere il bar "come una volta" ci manca. Assaporare il caffè appoggiati al bancone o sorseggiarlo comodamente seduti al tavolino, sono gesti che vorremmo presto tornare a vivere. Ci mancano tutte quelle cose che davamo per scontate ma che ora abbiamo capito non essere assolutamente banali.
La gente in coda ad aspettare di gustare l’espresso, il rumore delle tazzine che sbattono, le richieste bizzarre dei clienti, sono solo alcune delle cose che abbiamo sempre vissuto con naturalezza, magari anche con qualche lamentela, ma che oggi vorremmo rivivere.
Che cosa vi è mancato di più?
Vi abbiamo chiesto che cosa vi è più mancato del rito del caffè al bar. Sapete quale è stata la risposta più gettonata? Il sorriso del barista capace di augurare il buongiorno, servendo un “semplice” caffè. I suoi consigli e il suo modo di ascoltare le confidenze del cliente.
E ancora la calma di gustare l’espresso seduti ad un tavolino, le chiacchiere e le amicizie che si creano attorno ad una tazzina. Il bar come luogo dove fare la seconda colazione dopo quella a casa o dove condividere la passione per uno sport. Il bar come posto dove rilassarsi, fare pausa dal lavoro o ricaricarsi dallo studio. Il profumo del cornetto appena sfornato, il panino gustato veloce per spezzare la fame o il pranzo più lento per una pausa rigenerante.
Manca il vivere il bar senza fretta
Ma non solo, sono mancate anche tutte quelle cose che prima magari davano persino un po’ di fastidio: la gente che richiede cose un po’ insolite, il caos sul bancone, il rumore delle tazzine che sbattono.
Manca vivere il bar senza fretta. Manca entrare e vedere il sorriso di chi sta dietro il bancone. Mancano quei momenti di aggregazione in cui ci si conosceva e si condividevano passioni e segreti. Manca il rumore del cucchiaino che gira lo zucchero nella tazzina. Mancano le domande del barista: “Lungo? Macchiato?...”
E a voi che cosa è mancato?
E a voi che cosa è mancato di più del rito del caffè quotidiano?
[post_title] => Il rito del caffè al bar, quello che più ci è mancato [post_excerpt] => [post_status] => publish [comment_status] => open [ping_status] => open [post_password] => [post_name] => il-rito-del-caffe-al-bar-quello-che-piu-ci-e-mancato [to_ping] => [pinged] => [post_modified] => 2021-02-18 06:00:03 [post_modified_gmt] => 2021-02-18 05:00:03 [post_content_filtered] => [post_parent] => 0 [guid] => https://www.caffevergnano.com/blog/il-rito-del-caffe-al-bar-quello-che-piu-ci-e-mancato/ [menu_order] => 0 [post_type] => blog [post_mime_type] => [comment_count] => 0 [filter] => raw ) ) [post_count] => 9 [current_post] => -1 [before_loop] => [in_the_loop] => [post] => WP_Post Object ( [ID] => 69006 [post_author] => 5 [post_date] => 2020-07-03 04:00:49 [post_date_gmt] => 2020-07-03 02:00:49 [post_content] =>Quali caratteristiche deve avere un bar di successo? In un mercato competitivo come quello in cui operano i bar è giusto interrogarsi per capire come ricostruire in modo vincente l’esperienza della caffetteria.
Ambientazione, caratterizzazione, servizio, qualità, orari di apertura estesi e un caffè camaleontico capace di adattarsi ai vari momenti della giornata sono gli ingredienti fondamentali.
SPECIALIZZAZIONE E CARATTERE
Tra le caratteristiche che deve avere un bar di successo la prima è sicuramente l'identità. Questa deve essere chiara, capace di rimanere impressa nella mente del pubblico e di interpretare nuovi trend e richieste del mercato.
La capacità di rendersi immediatamente riconoscibili permette di orientare la scelta del cliente e la sua fidelizzazione. E' bene quindi decidere su cosa specializzarsi, sempre tenendo ben a mente il contesto in cui si opera, e farlo bene. Non è difficile immaginare ad esempio che molti bar sposeranno, per scelta ma anche per necessità legislativa, buone pratiche green e orientate alla sostenibilità. Proporranno così ingredienti a filiera corta, arredi naturali, e allestiranno aree di raccolta differenziata coinvolgendo in questo circolo virtuoso anche i propri interlocutori. Altri locali probabilmente si caratterizzeranno per un approccio salutistico o si specializzeranno su un momento di consumo specifico (es. la colazione). Qualcuno cavalcherà l’onda delle proposte di nicchia proponendo gli specialty coffee o la mixology, e altri, ancora, punteranno su attività creative collaterali.
Ma attenzione: specializzazione non significa rigidità, al contrario, capacità di adattamento e flessibilità restano valori cardine. Per diventare un punto di riferimento per lo svago e la condivisione, un locale deve essere capace di adattate l'offerta ai vari momenti della giornata. Dalla colazione all'aperitivo, il bar di successo rispetta i ritmi di vita contemporanei con un'offerta adeguata, in termini di cibo, intrattenimento e servizio.
LUOGO ESPERENZIALE
È ormai noto che ci si rapporta con una clientela che negli ultimi anni è diventata più preparata ed esigente. Il bar cambia pelle. Non è più il semplice luogo di passaggio, ma un vero e proprio punto di riferimento che promette un coinvolgimento a 360 gradi. Divani, aree di relax, postazioni di lavoro, presenza di wi-fi, il locale diventa un luogo in cui oltre ai prodotti, viene offerto molto di più. L’esperienza (non solo di consumo) che saremo in grado di far vivere ai nostri clienti resterà impressa nella memoria, permetterà di creare reale affezione perché pone al centro il consumatore, le sue esigenze e gusti. Ne consegue la necessità di capire a fondo su quali punti di forza vogliamo concentrarci e a quale tipologia di pubblico rivolgiamo la nostra offerta. Nulla deve essere lasciato al caso o all’improvvisazione. Nel tempo questa corrispondenza tra ciò che vogliamo offrire e il nostro target va monitorata e, se necessario, corretta, per non disattendere mai le aspettative.
PERSONALE QUALIFICATO
Come detto, sempre più ci troveremo di fronte ad un consumatore che si aspetta di trovare risposte ad ogni sua esigenza specifica. Menu pensati per le intolleranze e altri dedicati a salvaguardare precise scelte alimentari -come vegani o vegetariani- sono solo alcuni esempi. La risposta di qualità e la diffusione di una cultura alimentare potranno essere attuabili solo con la presenza di personale qualificato. Investire sulla sua preparazione e professionalità, limitando il più possibile il turnover, sarà imprescindibile per fornire ai clienti informazioni chiare e precise su ciò che consumano, ma anche per distinguersi di fronte ad un’offerta così indifferenziata.
Nel caso specifico dell’espresso, la conoscenza oggi è veramente molto limitata: il barista spesso non è in grado di trasferire il valore della materia prima, della filiera alle spalle e del suo stesso lavoro. Anche a causa del recente vissuto, il cliente cercherà e chiederà un’esperienza diversa, che il barista deve intercettare per una più rapida ripresa dei consumi. Il cliente deve pagare per quello che riceve, dalla materia prima al servizio.
Non bisogna mai dimenticare che ciò che rende un bar un locale di successo è “l’essere migliori degli altri”, e questo può essere garantito solo investendo su preparazione, studio, creatività ed entusiasmo. Percorsi formativi specifici che permettano di consolidare ed accrescere le conoscenze hanno anche l’effetto positivo di motivare e gratificare il dipendente nel lungo periodo.
TECNOLOGIA E SOCIAL
Offerta, carattere, qualità: tutto però inserito in un ambiente curato, accogliente e, inutile a dirsi, instagrammabile. Perché l'aspetto tecnologico e la condivisione sui social non possono più essere tralasciati! I dati di oggi parlano chiaro: la gestione del web e dei social è una delle leve su cui il gestore illuminato deve investire, per poter rimanere in contatto con la propria clientela e continuare la relazione anche fuori dal locale. Quindi attenzione alle foto, ma anche ai video pensati per le Instagram Stories o per Youtube. Non dimenticate, infine che i social media permettono ai clienti di rilasciare recensioni che, se positive, possono portare ad un incremento di clientela e ai gestori di informare un pubblico allargato su promozioni o eventi.
Nemmeno in questo caso va tralasciata però la preparazione: ogni social o strumento tecnologico ha regole proprie che vanno conosciute ed applicate.
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